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Dai debiti fuori bilancuio all'Aigs, Cuccovillo: «Bisogna smetterla di mostrare i muscoli e risanare i debiti da buon padre di famiglia»

La discussione di altri debiti fuori bilancio nei prossimi Consigli Comunale ci fa dichiarare che le due amministrazioni targate Tarantini sono l'emblema di governi che poco hanno a che fare con la gestione del buon padre di famiglia (che è il minimo che si chiede ad un sindaco) e che le conseguenze stanno ricadendo e ricadranno per molti anni sulle spalle degli ignari cittadini.

Per ora non vogliamo addentrarci nel merito delle due ultime sentenze dovute a lavori sospesi, ma evidenziare il bubbone macroscopico riconducibile al comportamento che per troppi anni le due amministrazioni di centrodestra hanno scientificamente adottato ignorando i debiti provenienti da condanne che poi sono aumentati a seguito di ulteriori spese di pignoramento, di interessi ed annessi.

Il peccato originale è stato il voler folleggiare con feste, festicciole, cantanti e aver omesso di pagare quanto già definito da sentenze disconoscendo gli allarmi e l'invito al buon senso che noi del centrosinistra, lungi dallo spirito del bastian contrario, esplicitavamo in consiglio comunale.

Ci veniva facile essere assennati, in quanto eravamo reduci dall'esperienza del 2002 quando, insieme al Sindaco Avantario preferimmo utilizzare ben 5 miliardi di vecchie lire per chiudere tutti i contenziosi esistenti a quel momento (compreso anche quelli delle precedenti amministrazioni), piuttosto che spenderli come cicale. Per molti di noi questa scelta comportò dei mal di pancia, ma ritenemmo che l'interesse cittadino fosse prioritario rispetto alla cosiddetta visibilità.

Il comportamento del Tarantini 1 sta portando l'economia cittadina ad essere la più penalizzata di tutta la Bat ed anche oltre, in quanto il nostro Comune è quello con la situazione debitoria più elevata con tanti padri di famiglia e giovani che la sera della domenica partono pendolari verso il Nord per ritornare il sabato.

Occorre assolutamente trovare in tempi brevi una via d'uscita, che può essere quella di un accordo con i creditori per una rateizzazione delle somme da pagare, ad esempio, per gli incidenti dovuti a manti stradali degni della Parigi-Dakar.

Ma per arrivare a questo, occorre l’umiltà di ragionare non solo con il proprio ombelico, mentre invece si continua a seguire la logica del proverbio tranese: "Debiti? Garibaldi, sopra a chid, mett l'eltr".

Ed ecco spiegato il perché si è pervenuti alla figuraccia del richiamo della Corte dei Conti che ha posto seri "dubbi sull'attendibilità dell'intero documento di bilancio comunale" e addirittura sulla "mancata riconciliazione dei crediti e debiti con la società partecipate".

E parlando di società, il pensiero corre subito all'Aigs, che si è dimostrata essere subito un carrozzone mangiasoldi nonostante le preoccupazioni espresse da più parti. Siamo a quasi due anni dal giorno dello scioglimento e non solo non si è riusciti ancora a pagare i debiti, che ammontavano a circa un milione di euro, ma non si vede la fine al tunnel giacché lo stesso assessore alle finanze ebbe a dichiarare che essendoci contenziosi in corso, finché non ci sarà la possibilità di concluderli la liquidazione della Società non si potrà concludere".

Questa  telenovela durerà a lungo con il debito che crescerà anche perché la Guardia di Finanza avrebbe accertato irregolarità all'Aigs emettendo un verbale da un milione di euro: ad oggi non è ancora dato conoscere la situazione debitoria complessiva.

Ma la storia dell'Aigs ha tante stranezze, come ad esempio le dichiarazioni dell’avv.Chiarello (oggi assessore, ndr), che sugli atti compiuti dal Sindaco a riguardo della società ebbe a dire che poiché questi "si occupa di malattie poco sa di leggi, sbagliò completamente procedura". Tuttavia il medesimo dottor Tarantini, preso dalla smania del muoia Sansone con tutti i filistei, approvò in giunta una delibera di azzeramento del Cda cui seguì lo svuotamento dei servizi Aigs con un atto scellerato, voluto ed anzi imposto dal Tarantini il 17/10/06.

Ci interessa poco sapere chi dei due abbia fatto completa retromarcia, ma la problematica ci fornisce l’occasione per richiamare, più in generale e per tutti gli amministratori, le responsabilita’ per atti dannosi di cattiva gestione.

Ci riferiamo alla sentenza n. 13702 della Cassazione, con cui è stato confermato il principio dell’azione di responsabilità che costituisce per l’amministratore pubblico un obbligo giuridico, e che “tale omessa attività  consiste in una violazione di precisi obblighi di tutela del patrimonio comunale”.

A fronte di una sentenza così esplicita, nonché del deliberato della Sezione regionale di controllo riguardante espressamente Trani, è opportuno smetterla con l’esibizione della forza muscolare e "scaricare" sui tecnici le proprie responsabilità politiche che derivano dai "loro pregnanti doveri di vigilanza e di tutela del patrimonio comunale".

Al Signor Sindaco l'invito a comprendere che siamo già fuori tempo massimo e che è opportuno parlare chiaro al popolo tranese ed alle forze politiche tutte comunicando l’esatta situazione economica e, insieme, ingegnarsi per organizzare una programmazione “stop and go”, utile al rilancio della città.

Meditate gente, meditate!

Il Responsabile Partito Socialista Trani

Dott. Nicola Cuccovillo


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