E’ tornato in vetta al fortino della villa comunale e minaccia di lanciarsi nel vuoto. Avrebbe indicato le ore 23 di oggi come ultimatum. Il giostraio Piero Lestingi questa volta sembra fare veramente sul serio e, anche in questa occasione, è piantonato dalle forze dell’ordine per evitare che dalle parole passi ai fatti.
Lestingi si era recato sul fortino già sabato sera, minacciando anche in quella occasione di essere pronto a compiere il gesto estremo: «Ormai – aveva detto -, insieme con il lavoro mi hanno tolto la vita, davvero non ho più nulla da perdere». A dissuaderlo erano stati i marinai della guardia costiera prima, poi le altre forze dell’ordine.
Le stesse forze dell’ordine si erano impegnate a svolgere un’opera di mediazione, presso l’amministrazione comunale, affinché si possa in qualche modo riaprire un dialogo, fino ad ora apparentemente fra sordi, fra il governo cittadino ed il giostraio, non nuovo a queste forme di protesta (tribunale, palazzo di città, piazza Plebiscito con sciopero della fame) per richiamare l’attenzione sul suo caso.
Tutto cominciò il primo settembre 2006 con il trasferimento coatto delle attrazioni di proprietà di Lestingi al lungomare Chiarelli. Mentre altri operatori accettarono il trasferimento, Lestingi vi si era opposto perché riteneva quel luogo non conforme ad ospitare un luna park, trattandosi, a suo dire, di zona demaniale poco ospitale ed abusivamente utilizzata dal Comune. Pertanto, non voleva a sua volta occupare abusivamente il sito. Ma il trasferimento fu compiuto in maniera coatta e le strutture lasciate lì a deperirsi. Oggi si trovano, ormai inutilizzabili, al cantiere comunale. Lestingi ha chiesto un risarcimento danni di 500mila euro, poi ha presentato alcuni progetti per nuove giostre in altri luoghi, apparentemente idonei all’uopo, ottenendo in cambio silenzio e/o rigetti delle istanze. Ancora oggi Lestingi chiede invano giustizia da una parte e diritto al lavoro dall’altra.
Fra tutto questo, sempre Lestingi si era reso autore e regista di un filmato, consegnato in Procura, relativo al presunto peculato commesso dal sindaco negli spostamenti da casa in ospedale in auto blu. Il pm aveva chiesto l’archiviazione, il Gip ha invece disposto che il prossimo 9 ottobre la materia si esamini più approfonditamente in camera di consiglio.
