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La battuta del Prefetto Sessa scatena Di Marzio: «Catenacci deve ancora dare conto a tanti cittadini italiani del suo operato»

«Una volta i Prefetti venivano nei Comuni per ben altri motivi». La battuta pronunciata dal Prefetto Sessa ieri in consiglio comunale non poteva passare inosservata. Forse lo sapeva, forse lo ignorava, ma il neo Prefetto della Barletta-Andria-Trani era stato invitato ed aveva al suo fianco un presidente del consiglio comunale, Giuseppe Di marzio, che nel 1993 era il sindaco del consiglio comunale sciolto da un altro Prefetto, Corrado Catenacci, per infiltrazioni mafiose.

Di Marzio e la classe politica dell’epoca, ogni qualvolta si  ricordino quei fatti, non la mandano a dire e manifestano tutto il loro immutato disappunto per un provvedimento ritenuto profondamente ingiusto e che per anni ha macchiato la città penalizzandola fortemente nella sua vita amministrativa.

Quando, dunque, a Di Marzio abbiamo chiesto un commento su quella battuta del neo Prefetto, il sindaco di allora e presidente del consiglio di oggi si è trasformato in un fiume in piena. «Premetto che sin dal giorno dell’insediamento del dottor Sessa a Barletta avevo avuto la possibilità di dialogare con il Prefetto ed invitarlo da subito a Trani. Notai la sua massima disponibilità, al di là del fatto che è sua intenzione visitare tutte le città della nuova provincia. La visita al consiglio comunale, poi, è un valore aggiunto perché in ogni caso è proprio il Prefetto il nostro massimo punto di riferimento. Certo, vi è stata quella battuta, ma a me ha fatto estremamente piacere perché, infatti, mi porta a ricordare quello scellerato provvedimento di scioglimento del consiglio comunale del 1993 ad opera di un Prefetto (Catenacci, ndr) che credo debba dare conto del suo operato non solo alla nostra città, ma a molti altri cittadini italiani per le sue malefatte. Devo ricordare, infatti, non soltanto gli incarichi da Prefetto da lui ricoperti con vari scioglimenti di consigli comunali, ma anche il totale disimpegno nelle politiche dei rifiuti da lui portate avanti in Campania, quando era Commissario delegato per l’emergenza rifiuti: i risultati della sua gestione credo siano notori a tutti. I Prefetti con cui vogliamo avere a che fare è gente con cui dialogare e che ci guidi nel portare avanti le città».


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