Siamo a quota 650.000 detenuti in circa 220 strutture penitenziarie in Italia. In Puglia la quota storica si è abbondantemente superata la quota dei 4.300 utenti in poche strutture ricettive, senza contare quelle in eterna ristrutturazione, anch’esse sovraffollate, come Trani e Brindisi.
La Polizia Penitenziaria, carente nell’organico, vede i suoi agenti come pedine spostate da un carcere all’altro per fare fronte alle emergenze ed alle aperture di nuove o ristrutturate sezioni.
Non vogliamo militarizzare le carceri con militari sui muri di cinta o vigilanza esterna ai perimetri penitenziari, ma invochiamo diversamente il recupero di tutti gli agenti di Polizia penitenziaria, uomini e donne, ai compiti istituzionali nelle carceri: oltre 7.000 persone oggi inserite indebitamente in compiti non istituzionali.
Domani, 8 ottobre, l’Osapp incontrerà nel carcere femminile di piazza Plebiscito, alle 16, la Polizia penitenziaria femminile, mentre venerdì, sempre alle 16, i 150 poliziotti iscritti all’Osapp nel carcere maschile di via Andria.
Siamo pronti a presidiare i penitenziari e le prefetture, se sarà necessario. Chiediamo: riordino delle carriere; specificità e rinnovo del contratto nazionale scaduto due anni fa.
