Sulla carta i lavori sarebbero già dovuti terminare. Nella realtà le cose sono andate in maniera ben diversa e, alla fine, il litorale di levante resta non certa una grande incompiuta, ma un’opera a macchia di leopardo.
A ben guardare, partendo dalle Matinelle, si assiste ad una porzione attrezzata, un’altra lasciata com’era, una successiva nuovamente attrezzata, a seguire un cantiere fermo, poi un segmento, il più lungo, ancora totalmente abbandonato, che è quello che arriva fino al lungomare Mongelli.
È questo il maggiore problema, perché qui la costa è totalmente impraticabile e le barriere frangiflutti soffolte non assolvono al compito di difendere la falesia. Ma la vera questione è che qui non si può ancora porre mano perché mancano i fondi necessari.
Il sindaco, Pinuccio Tarantini, a più riprese recentemente aveva lamentato presso il governo regionale i presunti ritardi in merito. Da Bari gli era sempre stato risposto, peraltro, che le inadempienze erano state comunali nella presentazione delle istanze.
Nella fattispecie, l’oggetto del contendere rientra nei lotti del progetto di salvataggio e valorizzazione della falesia approvato negli anni passati dal Comune per una somma di poco superiore agli otto milioni. I lavori si sono conclusi nel tratto fra lido Matinelle e seconda spiaggia, stralciando una parte con i fondi della quale sono stati finanziati gli scavi archeologici che, a sinistra del tratto ristrutturato, hanno fatto emergere i resti di una antica villa romana. Adesso, quindi, il Comune sta finanziando la variante in corso d’opera per la tutela di quei resti, ma non ha più nulla per proseguire i lavori verso ponente, per ricongiungersi alla baia di Colonna. Per questi lavori servono 4 milioni.
Ebbene, adesso dalla Regione ne arriva la metà, esattamente 1.900.000 euro. La delibera che li ha sbloccati è la numero 1489, adottata dalla giunta pugliese.
A darne notizia sono stati, nel giro di pochissime ore, prima il responsabile del Partito socialista di Trani, Nicola Cuccovillo (da qualche tempo impegnato per lavoro con la sua sigla politica proprio presso la Regione ed in stretto contatto con l’ex assessore al ramo, Onofrio Introna), poi il consigliere regionale dell’Udc, Carlo Laurora, che nei banchi di via Capruzzi siede da 1995 ed aveva seguito la vicenda, in particolare, al’inizio dell’anno recandosi spesso preso il dirigente dell’assessorato competente, Giovanni Campobasso.
Oltre i loro innegabili meriti, ci piacerebbe conoscere adesso qualcosa di più sui tempi, sia con riferimento all’effettiva disponibilità di quei fondi, sia per quanto concerne i lavori in corso: degli scavi per il dito archeologico non abbiamo saputo più nulla, come anche della pavimentazione e sistemazione complessiva del camminamento dalla seconda spiaggia alle Matinelle. L’amministrazione comunale, che ha fondato anche e soprattutto sui lidi il suo consenso, adesso è bene che illustri meglio programmi e scadenze.