L’associazione “Avvocati di Trani”, con un documento firmato dal presidente, Costanza Manzi, esprime critiche nei confronti della scelta dell’amministrazione comunale di sondare il campo alla ricerca di un immobile in locazione molto grande (almeno 4200 metri quadrati) da destinare ad uffici giudiziari per ospitarvi la Sezione civile del Tribunale ed il Giudice di pace.
Della questione si era occupato l’ultimo numero de “Il giornale di Trani”, manifestando perplessità sorprendentemente analoghe a quelle espresse dal sodalizio, fortemente rappresentativo della classe forense, che peraltro non ha ancora preso posizione con il suo organo istituzionale, che è il Consiglio dell’ordine degli avocati.
A detta degli avvocati rappresentati in questa associazione, tuttavia, basterebbe la chiusura dei lavori a palazzo Carcano per porre fine alle evidenti carenze dell’edilizia giudiziaria, senza alcuna fretta di trasferire intere sedi presso un immobile probabilmente molto distante sia dal centro storico, sia dal centro cittadino. Sarebbe un cattivo affare dal punto vista economico ed investimento sbagliato sia dal punto di vista delle tradizioni storiche del tribunale, sia sotto il mero profilo dell’opportunità.
Come riferito sull’ultimo numero, l’origine della vicenda risale allo scorso mese di agosto, quando il dirigente della terza ripartizione diffondeva un invito a manifestare interesse per l’affidamento in locazione di un immobile, segnatamente per l’allocazione degli uffici del settore civile del Tribunale, compresi la sezione lavoro e l’Ufficio del giudice di pace. Così facendo si liberebbe il piano superiore di palazzo Candido, in piazza Cesare Battisti, il cui solaio presenterebbe problemi di staticità, ma anche palazzo Nigretti, in via Cavour, sede del Giudice di pace.
Ma intanto, i lavori di restauro di palazzo Carcano sono ripresi nel settembre 2008 e termineranno ad aprile 2010.
La prossimità di questa data induce l’Aat a chiedere al Comune di frenare: «Palazzo Carcano, unitamente allo stabile di piazza Cesare Battisti ed a quello di piazza Trieste – scrive Manzi -, consentirà di accorpare e razionalizzare in via definitiva gli uffici dell'intero settore civile del Tribunale. Tale soluzione salvaguarda la destinazione degli uffici giudiziari, da sempre allocati nel centro storico di Trani, da cui mutuano il loro indiscusso prestigio, e la cui pianificazione non risulta essere mai stata modificata, annullata o revocata. Qualsiasi altra soluzione, implicante il temporaneo trasferimento in altra sede degli uffici giudiziari del settore civile, esporrebbe sia l'utenza, sia gli addetti ai lavori a notevoli disagi derivanti dal doppio trasferimento delle sedi, con il conseguente rallentamento dell'attività giudiziaria già notoriamente penalizzata dall'enorme carico dei ruoli».
Per questo motivo il sodalizio forense manifesta «il proprio dissenso rispetto alla delibera già adottata che si pone in contrasto con la suddetta pianificazione edilizia degli uffici giudiziari varata da anni, anche con il consenso dell'Avvocatura, e mai modificata. Auspichiamo – conclude Costanza Manzi - che gli organi tecnici e politici competenti, attraverso una più ponderata riflessione, individuino soluzioni idonee a consentire la razionale e definitiva allocazione degli uffici giudiziari salvaguardandone il prestigio storico che da secoli li caratterizza».