Ha approfittato di qualche porta aperta di troppo e si è infilato nell’aula consiliare dall’accesso laterale riservato agli amministratori. Forse in quel momento in pochi sapevano e/o ricordavano che nei metri scorsi, quasi allo steso modo, era entrato nella stanza del sindaco (assente) armato di mazzola: era stato fermato in tempo da una guardia giurata.
Ieri, solo con la voglia di farsi pubblicamente ascoltare, è entrato in aula consiliare e ha reclamato a gran voce un posto di lavoro. M.B., 32enne tranese con precedenti, si dichiara disperato perché, dopo avere svolto alcuni lavori a tempo determinato per conto di una cooperativa di servizi, da tempo viene ignorato. “Ho moglie e tre figli a carico – ha detto dopo essersi quasi inchiodato al suolo per terra -, non chiedo sussidi, ma un posto di lavoro”.
Lo hanno convinto a desistere dapprima l’atteggiamento comprensivo delle forze dell’ordine presenti (Polizia e Vigili urbani), poi il presidente del consiglio, Giuseppe Di Marzio, ed il sindaco stesso, Pinuccio Tarantini, che ha convinto l’uomo a lasciare la sala rassicurandolo sull’interessamento dell’amministrazione alla sua vicenda.
Il consiglio ha subito un’interruzione di circa un quarto d’ora.
