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Trenitalia «deraglia» sugli alberi di via Falcone, dura protesta di Verdi e Legambiente

Ancora un attacco al verde a Trani. Già a partire da ieri alcuni operai incaricati da Rfi hanno abbattuto alcuni alberi ad alto fusto lungo via Falcone, a ridosso della linea ferroviaria, sembra allo scopo di permettere la costruzione di un muro divisorio tra la strada e la rete ferrata. A bloccare lo scempio ieri mattina è stato l’intervento dei vigili urbani e del consigliere dei Verdi, Michele di Gregorio, cui è stato riferito che gli alberi da abbattere erano tutti quelli presenti fino al sottopasso ferroviario. “Se la costruzione del muro per garantire maggiore sicurezza - dice di Gregorio - è da considerarsi un fatto positivo, le modalità con le quali si intende realizzare l’opera sono invece assolutamente da contestare. Infatti piuttosto che abbattere semplicemente decine di alberi rigogliosi, che costituiscono anche un’ottima barriera antirumore a tutela di tutti i residenti nonché una “copertura” estetica apprezzabile della stessa rete ferrata, sarebbe il caso che l’amministrazione invitasse le Ferrovie ad adottare altre modalità tecniche, sicuramente utilizzabili, che permettono la salvaguardia dei tanti alberi altrimenti destinati ad essere abbattuti. Permettere lo scempio, senza fare nulla per evitarlo, sarebbe un fatto molto grave. Anche perché sarebbe davvero un colpo al cuore vedere abbattuti tanti alberi in una città in cui il verde lo si vede solo dipinto sulle rotatorie spartitraffico”.

Il consigliere di Gregorio ha perciò chiesto l’immediato intervento dell’assessore comunale all’Ambiente, perché si attivi formalmente con il responsabile di Rfi del compartimento di Bari anche per verificare se l’operazione sia conforme alle norme che tutelano le piante di alto fusto. Una segnalazione è già stata inoltrata dal movimento dei Verdi sempre al compartimento Rfi di Bari.

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Esprimiamo  tutto il nostro disappunto per l’insensato taglio delle robinie sui margini di via Falcone. Gli alberi, alti e frondosi, erano riusciti per anni a sfuggire alle diaboliche pratiche delle potature del verde pubblico tranese; ma evidentemente, anche nella RFI (Rete Ferroviaria Italiana) vi sono tecnici e funzionari dotati di un’indiscutibile sensibilità ambientale.

La naturale barriera di robinie (Robinia pseudacacia), oltre ad essere molto più estetica del grigio muro di cemento che l’affianca, costituisce una delle poche macchie di verde nell’anonima periferia del quartiere di ‘Pozzo Piano’ con l’importante funzione frangirumore che la recinzione in calcestruzzo non riesce a svolgere.

La barriera di robinie, inoltre, grazie alla presenza di cespugli, polloni e rami spinosi, costituisce, un’ottima e sicura recinzione che impedisce l’accesso alle pericolose rotaie retrostanti. Gli alti alberi ed i verdeggianti  rami creano un ombroso percorso lungo il marciapiede che affianca la carreggiata costituendo un fresco parcheggio per le auto durante l’estate. La fascia terrosa a ridosso della barriera verde, seppur ignobilmente sede di rifiuti, offre una piacevole passeggiata ed accelera la decomposizione delle deiezioni canine.

Ebbene, siamo sconcertati nel rilevare come, mentre in tutta Europa si sta formando una categoria di tecnici (ingegneri naturalisti,  architetti, forestali, ecc.), esperti nella creazione di percorsi verdi nelle città o nella riqualificazione di zone dismesse ed abbandonate, da noi vige ancora la squallida pratica della cementificazione indiscriminata. Il lungo muro di Via Falcone costruito molti anni fa è rimasto ben visibile e solo parzialmente occultato da provvidenziali murales.

Amministrazione Comunale e RFI, evidentemente, non hanno neanche lontanamente pensato di abbellire il lungo corridoio verde che lo affianca con qualche albero, con cespugli, panchine, ecc.

Sicuramente, giace nel cassetto qualche costosissimo progetto di riqualificazione che sarà realizzato tra qualche lustro; nel frattempo si continuerà a vivere nella bruttura e nel degrado.

Rileviamo, inoltre, che l’abbattimento delle robinie di Via Falcone, avvenuto come un fulmine a ciel sereno, non è stato anticipato da alcuna cantierizzazione o dall’apposizione di una tabella che indicasse la tipologia dei lavori, gli enti, l’impresa ed i tecnici responsabili del progetto.

Con amarezza concludiamo, sottolineando che la Legambiente è attivamente impegnata in varie attività di formazione scolastica ed educativa sui temi ambientali (‘Classi per l’ambiente’) e che il mese prossimo ricorre, in tutta Italia, la nota ‘Festa dell’Albero’: inutile affermare che molti tecnici, funzionari e politici avrebbero bisogno di un corso full-immersion per colmare l’impreparazione sulle tematiche connesse alla cura del verde pubblico.

Avv. Pierlugi Colangelo Presidente Legambiente - Circolo di Trani


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