Attimi di tensione ieri mattina al civico cimitero di Trani: vi erano due salme da tumulare e nessuno che potesse svolgere il servizio perché l’appalto era scaduto il 31 ottobre. L’Amiu, peraltro, fino a ieri mattina non aveva né indetto un nuovo bando, né affidato alla cooperativa uscente, la “Re Manfredi” o ad altre una nuova proroga. Così è montata la protesta dei familiari di questi defunti, giunti al cimitero e rimasti in camera mortuaria nell’attesa che qualcuno si assumesse la responsabilità di tumularli.
È così sceso in campo Domenico Lacalamita, sindacalista della Cgil e coordinatore della Camera del lavoro di Trani, che ha chiesto ed ottenuto dai quattro lavoratori di eseguire ugualmente le tumulazioni pure in assenza di titolo a farlo: «Ci siamo assunti la responsabilità di procedere – spiega Lacalamita – per evitare lo scontro con le famiglie di questi defunti, che giustamente reclamavano il servizio, ma anche perché l’Amiu non poteva in alcun modo interrompere lo stesso servizio, che è di pubblica utilità e, come tale, deve essere sempre garantito. I lavoratori sono stati concordi con me e le famiglie ci hanno ringraziato».
In tarda mattinata, dopo un incontro presso la vicina sede dell’Amiu, presente anche il presidente dell’azienda, Franco Sotero, si è proceduto ad un nuovo affidamento in proroga del servizio alla “Re Manfredi” fino al 31 dicembre, con la promessa di redigere nel frattempo un nuovo bando pluriennale.
(foto d'archivio)
