La palazzina che oggi qui a Trani transita dalla mafia alla collettività fa parte dell’86 per cento dei beni appartenuti alla criminalità organizzata che lo Stato ha già formalmente confiscato. È un risultato straordinario se si considera che il valore complessivo di queste proprietà supera il miliardo e mezzo di euro. Ma ancora meglio è stato fatto e si sta facendo per quanto riguarda le misure cautelari, i beni sequestrati, vale a dire il primo provvedimento che serve a togliere la disponibilità dei beni alle consorterie criminali. Nei diciassette mesi di attività del governo di cui mi onoro di fare parte sono stati sequestrati quasi 10mila beni alle mafie, e sono beni di vario tipo, fra mobili, immobili, aziende e molto altro. Qui il valore complessivo è 5372 milioni di euro, per un aumento del 52 per cento rispetto al periodo precedente, a dimostrazione dell’intensificarsi dell’azione di contrasto dello Stato contro la criminalità organizzata. Oggi, grazie al “pacchetto sicurezza” i prefetti possono accorciare i tempi di destinazione di questi immobili, ma devo anche ricordare la creazione di un fondo in cui facciamo confluire i soldi che la mafia tiene depositati nei conti: in pochi mesi abbiamo recuperato oltre 700 milioni euro, soldi nostri, della collettività, che ci siamo andati a riprendere dai forzieri delle banche e che dall’inizio del prossimo anno saranno utilizzati per le forze dell’ordine e la giustizia. Ma dobbiamo fare ancora di più: vogliamo trasformare in beni immediatamente utilizzabili dalla collettività anche quelli sequestrati, senza aspettare i tempi lunghi dei provvedimenti di confisca.
