Michele Nardi, pubblicamente elogiato dal procuratore in carica Capristo, è uno dei magistrati che all’epoca, giovanissimo, si rese protagonista nel pool di Trani di una lotta senza confine alla criminalità organizzata. Gli abbiamo posto alcune domande al termine della cerimonia.
Come si vivevano quegli anni?
In un clima molto spesso di isolamento ed incomprensione. Accompagnare i propri figli con una pistola in tasca non è una cosa piacevole. Ancor meno che lo facciano uomini armati di mitra che scendono dalla tua auto e lo conducano fino all’ingresso dell’asilo. Li abbiamo vissuti davvero con molta solitudine. Trani ha fatto un grande sforzo sotto tanti aspetti, ma i cittadini di Trani mi pare abbiano sottovalutato la pericolosità di un fenomeno criminale che non ha compreso. Le organizzazioni che abbiamo sgominato attraverso il processo Dolmen si sono rese responsabili di decine e decine di omicidi, molti dei quali non provati perché i corpi sono spariti nel nulla. Basterebbe questo per capire la gravità di quel fenomeno criminale che molti hanno descritto quasi come folcloristico, ed invece è stato di una gravità impressionante.
A proposito di sparizioni nel nulla. Sui rifiuti pericolosi che ci dice? Anche quelli sparivano nel nulla?
I rifiuti non li abbiamo trovati nonostante le indicazioni date dal pentito Annacondia. Tuttavia sono una delle fonti principali di guadagno delle organizzazioni criminali, più della droga, della prostituzione, dell’estorsione. Non è da escludere che quelle organizzazioni storiche, che avevano iniziato con il contrabbando e poi si sono evolute, abbiano fatto attività di commercializzazione e smaltimento occulto di rifiuti speciali. Purtroppo il nostro territorio si è sempre prestato molto bene a queste operazioni illecite per la presenza di una gran quantità di cave dismesse.
