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Pug «annullato parzialmente»: polemica Ferrante-De Toma

“P” come Pug, ovvero “p” come polemica. Le tre lettere di Pug come le tre puntate della polemica fra il capogruppo del Pd, Fabrizio Ferrante, e l’assessore al ramo, Ninni De Toma. Attacco, risposta, contro-replica. Li pubblichiamo oggi, in sequenza, per dovere di cronaca.

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Stanno arrivando in commissione le prime proposte di delibera di Consiglio Comunale sui Pue, i piani esecutivi del Pug, eppure la delibera sul Pug è stata parzialmente annullata, la delibera di C.C. n.109/07 sulle osservazioni al Pug h stata parzialmente annullata e la delibera sempre di Consiglio Comunale n.10/05 sulla definizione dei vincoli caducati è annullata.
Questo non lo dice il sottoscritto, ma una sentenza del Tar Puglia/sezione seconda del 22/10/09 che al contempo, per effetto dell’obbligo di conformità derivante dall’annullamento, dice che «l’amministrazione intimata dovrà provvedere ad nuova pianificazione in variante dell’area». E questo è l’esito di uno solo dei ricorsi, anche contro il Pug, presentato da privati.
Ora, siccome di ricorsi contro il Pug ve ne sono decine e decine, non è che il tanto decantato Pug comincia a fare acqua?
Lo chiediamo ai signori di Palazzo di Città che in questi anni hanno tessuto le lodi di uno strumento che, passato all’esame dei giudici amministrativi, comincia a mostrare i segni dell’approssimazione nella sua lunga trafila.
Oggi si sta dando attuazione al Pug, attraverso i Pue, quando lo strumento principale, cioè il Pug stesso, riceve censure pesanti di carattere amministrativo con due annullamenti riferiti a situazioni particolari ed uno di portata generale sulle aree a vincolo caducato.
Fabrizio Ferrante
Capogruppo PD

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Devo riconoscere che il consigliere Comunale avv. Fabrizio Ferrante, come ho già avuto modo di definire in passato è il nostro portafortuna.
Le sue dichiarazioni mi confortano e mi fanno vedere un futuro roseo per il settore Urbanistica del Comune di Trani e per tutta la città.
L' avv. Ferrante tempo fa dichiarò, "avendone" cognizione di causa, che i Contratti di Quartiere erano una bufala e "mai" si sarebbero attuati, è stato smentito con i fatti l'iter degli stessi è molto avanti.
Un anno fa dichiarò che la Regione avrebbe bocciato il Pug e che mai la conferenza di servizi l'avrebbe approvato. Anche in questo caso fu cattivo profeta: infatti il Pug venne approvato dalla conferenza di servizi Regione-Comune.
Nella seduta consiglio Comunale per l’approvazione del Piano Urbanistico Generale, dichiarò che esso era stato redatto dalla Prof.ssa Barbanente Assessore regionale all'urbanistica e non dall'amministrazione Tarantini.
Oggi, come è solito fare, smentisce se stesso e ci dice l'esatto contrario attribuendo il Pug all'amministrazione Tarantini e sostenendo che lo stesso " inizia a fare acqua". Cosa significa acqua?
La sua idea del fare politica si può tranquillamente comparare alla pelle… diciamo della pancia del canguro: essa è abbastanza molle ed estensibile a seconda dei momenti, dimostrando di avere una visione elastica a modo suo delle cose.
Posso comprendere l'interesse che l'avv. Ferrante ha ereditato circa l'argomento in questione, oggetto della controversia dinanzi all'organo di giudizio Amministrativo, attesa la lunga storia espressa " in re ipsa " dalla situazione urbanistica di che trattasi .
Infatti l'oggetto del contendere è riferito ad una" vecchia tipizzazione" degli anni 80 che è stata trattata applicando il principio della perequazione ed uniformandola alle norme tecniche generali di attuazione del Pug. Il tutto sicuramente in contrasto con le aspettative creatasi nel corso degli anni nell' ambito del privato ricorrente.

Il Tar, come spiegherà l'ottimo Prof. Avv. Franco Gagliardi Lagala, ha solo chiesto al Consiglio Comunale di meglio motivare con indicazioni più approfondite il rigetto dell'osservazione presentata dal privato. In sostanza non ha annullato alcuna delibera, come sostiene il "nostro" avvocato. Forse, per la fretta di scrivere l'articolo con foto sghignazzante sul sito, non ha letto bene il dispositivo della sentenza del Tar.
Se indicare che il Pug fa acqua significa fare il tifo per la sperequazione di un privato e non per la regolamentazione generale dell'urbanistica cittadina allora non ci siamo proprio. Non è questo il nostro modo di procedere nell'amministrare la città.
In questa sede senza timore di smentita posso affermare che questa nota stonata è in palese contrasto con le attestazioni di stima che quotidianamente ci pervengono dagli operatori economici dai tecnici e da tutti i cittadini tranesi, da quelli delle città limitrofe e da tutti coloro che sperano nel rilancio dell'edilizia come volano della ripresa economica nella nostra città.
Non so gli esponenti del partito dell'Avv. Ferrante condividono le sue performance, visto che Egli parla a titolo personale.
E' vero che con l'articolo ha conquistato le simpatie del privato ricorrente ma ha perso un'altra occasione per fare un salto di qualità nella carriera politica.
Dott. Ninni De Toma

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Sappiamo che l’assessore De Toma esiste ancora.
Ne avevamo perse le tracce, ma immancabilmente quando si parla di Pug rispunta dal cilindro dell’amministrazione.
Infatti in Consiglio lo abbiamo atteso invano sulla trattazione del Piano del Traffico, gliene abbiamo dette, sottoscritto compreso, di cotte e di crude (politicamente parlando) eppure lui niente. Invece come si parla di Pug eccolo come al solito inacidito e infastidito più che mai dalle critiche.
Però, visto che ci siamo, è bene chiarire alcune cose.
1. Il contratto di quartiere, sul cui accordo di programma anche l’opposizione è stata favorevole, oggi non è partito nonostante sia stato dato l’ok dal Consiglio comunale mesi addietro. Attendiamo fiduciosi nella speranza che i prezzi finali siano quelli fatti verbalizzare dal sottoscritto sia in commissione urbanistica che in Consiglio.
2. Il Pug è stato “salvato” dall’assessore Barbanente, che rassicuro il De Toma non stravedesse per lui, ma  una cosa nata male e poi aggiustata non funzionerà mai come una cosa nata bene. Eppure, nonostante ciò, il gruppo consiliare del quale sono capogruppo votò astenuto proprio per una apertura di credito su uno strumento di carattere generale sul quale comunque noi avevamo grosse perplessità.
3. Quando l’assessore richiama fatti degli anni ‘80, gli ricordo che all’epoca l’unica cosa che ci accomunava era la frequentazione del “De Amicis”, ma io perché studente, lui perché là si tenevano le sedute di Consiglio Comunale. Quindi non so di cosa possa parlare; forse di una classe politica da cui dimostra di non aver imparato niente.
4. Quando il sottoscritto parla, non lo fa a titolo personale, ma evidentemente lo fa anche avendo un ruolo politico-istituzionale, mentre sono ancora curioso di conoscere cosa avrebbe voluto dire un autorevole consigliere di Fi/Pdl sul suo conto tanto da dover chiedere una seduta di Consiglio a porte chiuse.
5. È evidente, come io stesso ho dichiarato, che il provvedimento del Tar riguarda un fatto particolare, per questo parlo, come la sentenza del resto, di annullamento parziale. Ed il Tar stesso non chiede di “meglio motivare”, ma di conformarsi al proprio annullamento.
6. Le simpatie che intendo conquistarmi non sono certamente quelle dell’assessore che, tra l’altro e fortunatamente, non è arbitro delle carriere politiche di nessuno se non della sua.
Fabrizio Ferrante
Capogruppo Pd


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