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«Rachida»: al via all'«Oasi 2» i corsi gratuiti sulle dipendenze patologiche per operatori dell’immigrazione

Partono la prossima settimana i corsi di formazione base sulle dipendenze patologiche rivolti agli operatori del settore immigrazione, organizzati e coordinati da L’APIS (Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle Dipendenze Patologiche), ente esecutore del “Progetto per le persone migranti che hanno sviluppato dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti”, denominato “Rachida”.

La prima parte della proposta formativa del progetto ‘Rachida’, finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e attuato dall’Assessorato alle Politiche della salute della Regione Puglia, si rivolge sia agli operatori dei servizi pubblici sia a quelli del privato sociale, attraverso un programma differenziato su tematiche legate alle dipendenze patologiche e al mondo dell’immigrazione. L’obiettivo del progetto, e del corso in particolare, è favorire condizioni necessarie a un più rapido accesso alle prestazioni socio-sanitarie per gli immigrati tossicodipendenti e alcoldipendenti. Infatti, sul territorio regionale l’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei migranti stanno crescendo in maniera preoccupante.

È un fenomeno nuovo e complesso allo stesso tempo, difficile per i servizi intercettarlo poiché spesso si sviluppa nell’area della clandestinità, condizionato dall’influenza dei contesti culturali di provenienza degli stessi migranti, relativamente sia all’incontro con le sostanze sia alle modalità di assunzione. Se a ciò si aggiunge la limitata conoscenza del fenomeno migratorio da parte di chi si occupa di tossicodipendenza e alcoldipendenza, e viceversa, in materia di dipendenze patologiche da parte di chi lavora nel campo dell’immigrazione, è facile intuire le difficoltà per i servizi del pubblico e del privato sociale di affrontare questa nuova emergenza.

I corsi programmati sono caratterizzati da una modalità didattica partecipativa che permetterà uno scambio di competenze e la contaminazione tra esperienze diverse. Per questo motivo, il corso per gli operatori impegnati nel settore immigrazione, che vogliano acquisire competenze di base in materia di dipendenze patologiche, è stato strutturato in stretta collaborazione con i Dipartimenti delle Dipendenze Patologiche delle sei ASL pugliesi e sarà tenuto da operatori dei Ser.T. (Servizi per le Tossicodipendenze) indicati dagli stessi.

Sono state programmate sei edizioni di un corso di 16 ore che si svolgeranno contemporaneamente nelle sei province pugliesi. Il corso è suddiviso in tre o quattro moduli formativi a seconda dell’organizzazione della singola edizione.

La partecipazione al corso di formazione è completamente gratuita. A tutti gli iscritti sarà rilasciato l’attestato di partecipazione. Per partecipare è sufficiente compilare e inviare la scheda di iscrizione all’indirizzo di posta elettronica info@rachida.puglia.it.

Tutti le informazioni sul Progetto, i programmi dei corsi e le schede di iscrizione sono disponibili sul sito web www.rachida.puglia.it.  

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Rachida, il nome del progetto

Rachida è il nome di una giovane donna immigrata tossicodipendente, seguita dall’equipe della Comunità Terapeutica Oasi2 “San Francesco” di Trani, stroncata da una epatite fulminante proprio nel momento in cui aveva accettato di intraprendere un percorso di recupero, dopo un lungo lavoro di “aggancio” da parte degli operatori.

Cosa è L’Apis

L’APIS, Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle Dipendenze Patologiche, è stata costituita nell’aprile 2007 da alcune tra le maggiori organizzazioni che operano da diversi anni sul territorio regionale e nazionale nel campo della prevenzione e cura delle dipendenze patologiche. Svolge la propria azione nello stesso ambito di intervento delle organizzazioni costituenti, tutte iscritte all’Albo degli Enti Ausiliari della Regione Puglia, con lo scopo di promuovere sinergie tra le componenti territoriali e attivare canali stabili ed efficienti di comunicazione-interscambio tra soggetti pubblici e privati operanti nel campo delle dipendenze patologiche, di incentivare azioni tecniche e scientifiche volte ad elevare l’attenzione sulle stesse tematiche e di incoraggiare azioni di ricerca e innovazione scientifica e metodologica al fine di migliorare la qualità dei servizi e degli interventi.

 


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