Apprendiamo dalla stampa la disponibilità dell’on. Gabriella CARLUCCI per la candidatura a Sindaco del Comune di Margherita di Savoia.
E’ questa, una proposta certamente apprezzabile per lo spirito di servizio ed autorevole il cui merito va riconosciuto alla stessa on. CARLUCCI: la comunità delle “saline” deve essere grata per il valore e la dignità che tale ipotesi riconosce a quel territorio.
Sulle candidature alla massima carica cittadina, rimane, però, l’esigenza di individuare soggettualità, espressione dello stesso territorio in ragione di una diretta conoscenza delle peculiarità locali e di un radicamento nel medesimo tessuto locale. Rappresentare il territorio, candidarsi ad esserne primo cittadino, ritengo significhi poterne sintetizzare ed esprimere al meglio potenzialità ed aspirazioni, oltre che sostenere ed accrescere la classe dirigente locale.
Del resto, lo sviluppo di una comunità è tanto più vero e concreto, quanto più diretto e pieno è il coinvolgimento delle sue risorse, a partire da quelle umane e, nella fattispecie, dalla figura emblematica del Sindaco.
Oggi, il PdL presenta la candidatura a Sindaco di Andria, dell’avv. Nicola GIORGINO, figura autorevole ed espressione coerente del territorio, che offre indubbie garanzie di capacità e soprattutto di conoscenza della realtà locale. E’ questa la strada che dobbiamo privilegiare per offrire ai cittadini proposte convincenti sul piano personale ed obiettivi condivisibili intorno a cui coagulare il massimo coinvolgimento sul piano politico-programmatico.
Il Coordinatore Provinciale BAT, Francesco VENTOLA
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(n.a.) Forse la storia parlamentare di Trani sarebbe stata diversa se un Francesco Ventola ci fosse stato prima, se un veto così chiaro e forte, persino imbarazzante su Gabriella Carlucci sindaco di Margherita fosse arrivato a suo tempo per la sua candidatura alla Camera nel nostro collegio uninominale. Nessuno all’epoca fiatò e Trani la votò alla grande: l’onorevole Carlucci è una nostra creazione e ce ne dobbiamo fare una ragione. Ma così non sarebbe stato se il centrodestra locale di ieri l’avesse pensata come quello di oggi, privilegiando un candidato locale. Ventola ne esce bene, molti altri della sua cerchia recitino un reiterato «mea culpa».
