Alle reiterate accuse delle minoranza ci avevamo ormai fatto il callo. Ma ascoltare dichiarazioni così importanti, per certi versi anche gravi, dalla bocca di un autorevole esponente della maggioranza ci ha fatto in qualche modo sobbalzare e permesso di riaccendere i riflettori su come la politica non amministra, ma vive la cosa pubblica.
Diciamo “la politica” perché, a nostre avviso, la visione che gli amministratori ed i partiti hanno della città non è proprio la stessa dei cittadini. In questo numero, in maniera casuale ma a questo punto significativa, vi è la dura requisitoria di vari personaggi politici da una parte e, dall’altra, quella di un cittadino che aveva già scritto al sindaco su questo giornale, è stato onorato di una risposta, ma di questa non si è sentito soddisfatto e, in maniera peraltro più che garbata, è tornato a manifestare il suo punto di vista su come vanno le cose in città.
Bene, i cittadini hanno punti di vista, i politici hanno punti… di vita. A seconda delle circostanze, vivono in un modo o in un altro, sono silenti o chiacchieroni, possono raccontare che in città tutto va bene ma anche che in città tutto va male.
L’uscita di Mario Troysi si innesta su questi binari talvolta paralleli, talvolta tendenti a convergere ed incrociarsi. Sicuramente c’è qualcosa di strano in tutto questo, perché nessuno si sarebbe aspettato un affondo così duro verso l’amministrazione comunale da parte di chi ha avuto un fratello dirigente e ha tuttora un nipote consigliere comunale, un altro assessore, un cognato presidente di un’azienda ex municipalizzata. Se la politica fosse un fatto di famiglia, come afferma qualcuno, l’uscita di Troysi sarebbe del tutto fuori luogo. Strano anche che Troysi prima affermi che Trani è governata da un’oligarchia, poi che Forza Italia è fuori da tutte le cariche più importanti, ma dimentica di ricordare che nella presunta oligarchia c’è proprio un assessore di Forza Italia che egli stesso attacca duramente nella parte finale del suo intervento. Non bisogna neanche dimenticare che nel dicembre 2007 Troysi, insieme con l’attuale capogruppo forzista, Rino Savino, aveva contestato le osservazioni al Pug ed abbandonato l’aula. E che, peraltro, nell’ancor più lontano 2003, era stato colui che con maggiore forza e convinzione aveva difeso l’aumento di indennità e gettoni di presenza, oggi messo sotto accusa dalla Corte dei conti.
Insomma, nella requisitoria del tre volte consigliere comunale c’è qualcosa che non quadra, ma c’è anche un moto di ribellione ad un sistema che sicuramente non solo lui vede così: ma, se altri non parlano, questa volta Troysi ha avuto il coraggio di farlo apertamente. Le repliche sono state finora fin troppo tenui e, al momento di chiudere il giornale manca la più importante, quella del sindaco. Ma intanto Troysi ha squarciato un velo e magari adesso qualcuno opererà realmente una riflessione sulla politica al cloroformio, sui metodi con cui si sta amministrando la città, che a prescindere da certi risultati talvolta appaiono effettivamente non esenti da critiche.
Ma ecco, adesso, il succo dell’intervento proferito da Troysi nel consiglio comunale dello scorso 9 dicembre e le successive reazioni in aula.
«Mi rivolgo alla maggioranza. Fare parte di una maggioranza non deve costituire un alibi per non entrare in un dibattito. Mi ritengo un uomo libero, sono consigliere comunale da tre consiliature grazie al popolo e non alle grazie di qualcuno. L’amministrazione è retta solo da poche persone. La Corte dei conti ci chiede di restituire all’erario compensi che avremmo indebitamente percepito, ma nessuno dice che il direttore generale che abbiamo avuto recentemente era incompatibile in quanto consigliere regionale e dovrà restituire i soldi all’erario: in Lombardia è già accaduto nel caso Borghini, mi chiedo perché qui ancora no. In Amet, Amiu e Stp non ci sono più rappresentanti di Forza Italia, che pure è il partito di maggioranza relativa. Forza Italia non è al carro di nessuno e rivendica la propria indipendenza. La pista ciclabile di via Corato è un capolavoro di pericolo, la pista ciclabile del lungomare ha fatto morire Colonna. Via Falcone e Borsellino sono un vespasiano dei cani, sarebbe il caso di eliminare quelle denominazioni. «Il consiglio deve dare gli indirizzi, i dirigenti eseguirli», diceva il consigliere Gagliardi in consiglio comunale quando era nel centrosinistra, e l’allora consigliere Tarantini gli dava perfettamente ragione. È evidente che questo oggi non accade in virtù di un pensiero unico che regna nell’amministrazione comunale. Ecco perché, quando ho voluto esercitare il diritto di controllo sugli atti, apriti cielo. Vedi il caso dell’incarico conferito dall’Amet ad un professionista, da me contestato: fui offeso dal presidente dell’Amet, ho ricevuto un procedimento disciplinare dall’Ordine degli avvocati per via di un esposto presentato dal presidente dell’Amet. Chiedo al presidente di tutelare il sottoscritto e tutti i consiglieri comunali in futuro. L’esposto è stato archiviato, ma oggi è il momento di fare chiarezza. Gala non è degnato di chiedermi scusa, il sindaco nemmeno. Oggi Fini dice che il confronto delle idee è il cuore della democrazia: ci fosse mai stato un confronto delle idee in quest’aula, o il pensiero unico avesse accettato il confronto delle idee. Si cambi rotta, e la si cambi a 360 gradi, perché vorrei capire di più del Pug, dei Pue, dei ricorsi straordinari al Capo dello Stato, dei cinquantuno ricorsi al Tar, di come si vorrebbe costruire su 1800 metri quadrati di suolo comunale, di come si cambiano i progetti: insomma, cosa sta succedendo a Trani sotto il profilo urbanistico? Siamo alla deriva, nonostante qualcuno nella maggioranza ogni tanto dichiari che va tutto bene. Ma questa è la politica dello struzzo quando mette la testa nella sabbia. Occorre una sana, seria, salutare verifica programmatica basata su due presupposti imprescindibili: la collegialità delle decisioni e la condivisione da parte di tutte le forze politiche elette dai cittadini di Trani».
E adesso le reazioni.
Riccardo Gagliardi (An). Troysi ha parlato da consigliere d’opposizione e mi ha chiamato in causa forse per sentirsi dire che le mie opinioni di otto o nove anni non sono assolutamente cambiate. Penso di avere detto più volte che il ruolo centrale del consiglio comunale non può essere messo in discussione, ma quando parlavo di cambiare rotta mi riferivo all’amministrazione di centrosinistra, eletta nel 1999 e caduta nel 2003. Ciò premesso, se il consigliere Troysi fosse stato presente alle riunioni che frequentemente facciamo tutti quanti insieme, avrebbe certamente visto che la collegialità e la condivisione di cui parla sono sempre presenti in tutti i principali provvedimenti che questa maggioranza assume. Quindi davvero non so a cosa il collega faccia riferimento. Il consigliere parla di partiti che ormai non esistono più, confluiti nel nuovo Pdl. Forza Italia e An conservano giusto i gruppi consiliari in questo consesso. A questo punto devo capire se queste sono opinioni personali del consigliere Troysi, oppure dell’intero gruppo consiliare. Piste ciclabili e quant’altro? Se non le condivideva, doveva incidere su quelle attraverso i rappresentanti del suo partito prima che fossero realizzate, non lamentarsene oggi con il senno del poi.
Fabrizio Ferrante (Pd). Chi ha parlato non è un “fesso” qualsiasi, ma un consigliere che ha condiviso con quella parte politica almeno quindici anni di attività. Oggi mi sento rincuorato, perché ho capito che qualcuno dei consiglieri della maggioranza abita nella mia stessa città e vede gli stessi problemi che vedo io. L’incarico all’Amet? Anch’io fui citato al Consiglio forense da un altro personaggio che giganteggiava nella maggioranza ed anche in quel caso vi fu la piena archiviazione senza neanche entrare nel merito del problema. Mi fa piacere anche che il collega Troysi chieda all’ex direttore generale di restituire i compensi percepiti: sarebbe un atto doveroso alla città. Sicuramente la richiesta di un cambio di rotta a 360 gradi certifica il fallimento dell’azione di governo di questa maggioranza.
Domenico Triminì (Dc). Troysi afferma in sostanza che il centrodestra sta ripetendo gli stessi errori che consegnarono la città al centrosinistra. Le sue osservazioni sono in buona parte condivisibili: basti pensare che prima si è scelta la nuova sede dell’Amet, poi un giorno si verrà qui in consiglio a ratificare una decisione già assunta. Il consigliere Troysi ha persino parenti in giunta, quindi non credo abbia detto queste cose per avanzare pretese, ma forse perché a maggior ragione avverte il disagio per la maniera con cui si sta operando, contro la quale anche noi per anni ci siamo sgolati invano e che ci ha creato tanti nemici finendo per portarci ingiustamente alla gogna mediatica e politica. Ed ancora oggi ci sono tante zone d’ombra nella maggioranza, tante cose mai chiarite.
Sabino Antonino (Popolari liberali). Io ho sempre partecipato alle riunioni di maggioranza e garantisco che la condivisione non è mai mancata. Questa non era la sede idonea per manifestare i propri malumori: le dichiarazioni sono gravi e voglio augurarmi non riguardino l’intero partito di Forza Italia, che alle riunioni c’è sempre stato e ha portato il proprio contributo.
Luigi Riserbato (La Puglia prima di tutto). Non è possibile che questo consiglio comunale abbia ancora questi interventi preliminari senza regole, a parte quelle dei cinque minuti di tempo che tutti i consiglieri sforano. Il presidente è da elogiare per il fatto di dare la parola a tutti, ma recitare a soggetto in questa maniera non è possibile. È necessario porre mano al regolamento ed istituire il “question time” con domanda e risposta contestuale, altrimenti accadrà quello che è avvenuto oggi o anche l’altra volta, quando di novanta minuti la stampa ha riportato giusto l’intervento del consigliere che ha parlato di presunta compravendita di appartamenti in nero nell’ambito del contratto di quartiere.
Beppe Corrado (Fi). Condivido pienamente quanto afferma il consigliere Riserbato, soprattutto perché per denunciare fatti così gravi ci sono altre sedi, non questa. Il consiglio comunale è l’aula in cui si approvano i provvedimenti, non quella in cui si viene a parlare di tutto, di più. C’è persino chi contesta l’apertura di via San Giorgio a dispetto di quello che ci dicono le associazioni di categoria e centinaia di cittadini che sono contenti di vedere questa strada rimessa a nuovo e resa pedonale. Certo, c’è tanto da fare, ma i fatti parlano. Sicuramente la parte politica ed i dirigenti nel passato hanno comunicato poco, ma adesso va decisamente meglio ed alla fine del mandato la gente valuterà.
Domenico De Laurentis (Psdi). È singolare che oggi il collega Troysi venga definito “consigliere d’opposizione” proprio mentre il sottoscritto sta seriamente riflettendo su quale sia realmente il ruolo di un consigliere d’opposizione. Mi sono fatto tanti nemici, ho ricevuto querele e mi chiedo se ne sia valsa la pena considerando che di fronte vi è una maggioranza granitica. Qualcuno forse non condivide, ma gli altri saranno stati accontentati e quindi non hanno problemi. Ma quando mai voi avete chiesto la condivisione su qualche argomento? Già, perché è vero che le decisioni le prendono in pochi e poi s’impongono agli altri. La voglia di abbandonare c’è, perché è umiliante essere qui e poi sentirsi raccontare in quest’aula che si sta lavorando nell’interesse di tutti: ma fatemi il favore. L’interesse sarà quello dei parenti, familiari e amici, e non prendiamoci in giro su queste cose. State governando la città pensando più o meno al vostro nucleo, e tutti gli altri, grazie alla vostra abilità nella comunicazione, vi sopportano ed alla fine vi accettano perché sanno che devono passare dalle vostre grinfie se devono risolvere qualche problema. Ci negate i consigli comunali monotematici che richiediamo (vedi aziende partecipate dal Comune), adesso ci volete togliere anche i preliminari, così che davvero non avremo più alcun modo di parlare alla città. Sta calando una cappa oscura su questa città. Davvero mi sono fatto tanti nemici, dal sindaco ai costruttori. Ma cosa volete da me? Che mi stenda come un tappetino quando passate voi? Questo, secondo voi, deve fare un consigliere d’opposizione? Certo, o sono uno di quelli che ha denunciato l’amministrazione per l’Estate tranese dopo essere stato querelato da un assessore vostro perché qualcuno di noi aveva detto che non ci fate partecipare alla redazione del piano regolatore. È grazie a lui che il sindaco è stato da me denunciato insieme a tutta la maggioranza: senza la sua querela nei nostri confronti non sarebbe mai partita la denuncia sull’Estate tranese. Evidentemente questo è il clima che volete voi, non noi. Noi ci siamo adeguati ed in quelle sedi cui faceva riferimento il consigliere Corrado ci andremo tutte le volte che ci stringerete a farlo con questo vostro modo di fare.
Non c’è che dire, clima a dir poco velenoso. Ma intanto il caso Troysi è apertissimo. Silente il capogruppo Savino (ma per quanto detto prima si sarà capito perché), ancora silente il sindaco. La città per il momento ascolta (chi ha potuto), legge e prende atto.