L’attacco di estremisti islamici contro la comunità dei cristiani copti nel Sud d’Egitto nei pressi della chiesa ortodossa della Vergine Maria (Astola Besaya) proprio nel giorno in cui stavano celebrando il Natale, il 6 gennaio, non solo ha suscitato in Europa orrore e riprovazione, ma diventa forte richiamo alla coscienza e alla responsabilità dei governi mediorientali perché reagiscano intensificando un clima di tolleranza all’insegna della tutela dei diritti fondamentali di ogni persona, ed in particolare della libertà di fede. Non è lo scontro tra culture e religioni differenti la soluzione dei problemi etnici emergenti da un territorio abitato da maggioranza islamica e minoranza cristiana, ma l’impegno comune al dialogo e ad intese dirette verso la salvaguardia dei diritti fondamentali della persona umana.
L’Unione Europea ha individuato nella difesa delle minoranze (etniche, religiose, culturali) uno dei pilastri della propria azione. E’ tempo che alle parole di condanna facciano seguito programmi concreti di lungo periodo.
La nascita di Dio nella nostra carne (Natale) ha portato la pace sulla terra, ma non ha impedito ad Erode e a quanti sono schierati con lui ad agire con odio e ferocia contro l’innocenza verso il Re dei Giudei. Perché la pace regni sulla terra occorre che ognuno di noi si apra a Dio e si lasci amare da Dio. In concreto è necessario avere la buona volontà di perseguire il vero bene, che è l’accoglienza e la difesa di ogni vita umana, sposata da Dio.
Verso la comunità cristiana copta esprimiamo la nostra piena e totale solidarietà nel dolore e nella speranza che Gesù Cristo ha fatto suo il grido delle vittime e dei loro congiunti. Per i terroristi islamici invochiamo dal nostro Dio clemente, misericordioso la conversione del cuore. Tra islamici e cristiani non ci può essere odio, se davvero si adora “l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini” (Vaticano II). Il Concilio Vaticano II, riferendosi ai cristiani e ai mussulmani, così li esorta: “Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra cristiani e mussulmani, il Sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori, la pace e la libertà”.
+ Giovan Battista Pichierri
arcivescovo
