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Caso Rosarno e dintorni, martedì prossimo assemblea pubblica all'Oasi 2

Quello che rimarrà indelebile, forse, nella memoria collettiva sarà lo sguardo, impaurito dei “neri” di Rosarno; uno sguardo impaurito e anche carico di rabbia, di ribellione allo stato di soggezione cui sono costretti. Quello che rimarrà forse nella memoria è la possibilità che i “neri” di Rosarno si sono dati di “dare parola” allo sfruttamento cui sono costretti; quello che forse rimarrà nella memoria degli operatori di Oasi 2 come nella memoria di molti altri è il silenzio dei “neri” di Rosarno arrivati anche a Bari,  ragazzi ancora sconvolti e terrorizzati, alcuni dei quali indossano ancora i vestiti di quando sono scappati dai campi mentre lavoravano.

La necessità di trasformare lo sguardo, la paura, la rabbia, la parola, il silenzio in memoria capace di agire, intervenire, produrre un cambiamento di prospettiva è il motore della convocazione di un’assemblea pubblica, aperta a gruppi, associazioni, cittadini, per martedi 19 alle 19.00 presso l’Oasi 2, non solo per discutere il senso dei fatti di Rosarno, ma per comprendere come alimentare gli anticorpi al ripetersi di tragedie simili.

La tragedia di Rosarno è infatti il prodotto della schizofrenia di una società che da una parte tenta di risolvere i problemi dell’immigrazione attraverso mezzi e leggi sempre più repressivi che paradossalmente generano clandestinità, e dall’altra ha sempre più bisogno di manodopera migrante perché debole, defraudata dei diritti e quindi soggetta ai ricatti. I due motivi, per quanto diversi e a prima vista antitetici, trovano un minimo comune denominatore nella tendenza del sistema economico e sociale a trattare gli individui come merce e non come esseri umani. Una tendenza che trasforma territori come Rosarno in polveriere pronte ad esplodere. Il risultato è che centinaia di migranti sono fuggiti e sono andati ad ingrossare le fila dei disperati in altre città d’Italia. Come a Bari, dove le occupazioni del Ferrhotel e del Socrate, hanno ammortizzato l’arrivo dei profughi dalla Calabria. Ma non basta. Quello che sta accadendo in questi giorni riguarda tutti e per questo Oasi2, che da anni lavora per l’accoglienza e contro lo sfruttamento e l’esclusione sociale, lancia un appello ai gruppi, alle associazioni e anche ai singoli cittadini che in qualche modo si sentono coinvolti dai fatti accaduti a Rosarno, per pensare modalità e azioni di aiuto concreto per far fronte a quest’emergenza: come gli immigrati di Rosarno, arrivati sui nostri territori, altri immigrati, spesso regolari, vivono ai margini, condizioni di grave sfruttamento e miseria: basta ricordare che nelle nostre campagne immigrati sono morti anche di freddo.

L’appuntamento è, quindi, per martedì 19 gennaio alle ore 19.oo,  a Trani, in via Pedaggio Santa Chiara 57/bis, presso la sede della Comunità Oasi2.


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