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Trasferimento sedi tribunale, Caffarella: «La soluzione migliore resta sempre la cittadella giudiziaria»

Le recenti prese di posizione, di forte contrarietà, dell'Avvocatura e delle associazioni forensi, circa il ventilato trasferimento dell'intero settore Civile del Tribunale di Trani, in una sede diversa da quella attuale, meritano a mio modesto avviso, un approfondimento in sede politica. E' bene sottolineare che, nel bilancio comunale di Trani, le spese relative alla presenza di organi deputati all'amministrazione della giustizia, ha indubbiamente un suo costo. Destinare immobili di proprietà o, come già accade e si vorrebbe perpetuare, acquisiti in locazione, con le relative spese di manutenzione ed ordinarie, incide notevolmente nel bilancio comunale di Trani ed anche nelle scelte politiche di valorizzazione alternativa ( in sede Bat) di siffatto patrimonio immobilare. Dunque, la situazione attuale dello "spezzatino" in piu' palazzi, non è proprio la migliore delle situazioni possibili, anche per l'allocazione dei Palazzi di giustizia nel cuore delle visite turistiche della Città in assenza di una viabilità di servizio e di un piano parcheggi che possano conciliare le diverse esigenze di mobilità in questi luoghi ed alle diverse ore dela giornata.Risponde però ad una scelta, questa certamente politica delle amministrazioni precedenti, di rivitalizzare il centro storico di Trani con l'allocazione di prestigiosi uffici in Palazzi storici, alcuni dei quali, vedi Palazzo Torres, già sede di Corte d'Appello. Ricordo che fino ai primi anni '80, un'ala dell'attuale Palazzo di città era adibita a sede del Tribunale.Il restauro, peraltro molto chiacchierato, di Palazzo Torres, fece da apri pista alle scelte di adibire altri immobili nelle vicinanze, palazzo Candido, palazzo Caccetta e l'ex convento-scuola delle Angeliche, sul porto, a sedi di giustizia. Recentemente, si è aggiunto anche il Palazzo di via Cavour per il settore lavoro, previdenza e giudice di pace. Detto ciò, per onore della verità, è lecito interrogarsi sul perché, mentre sono ripresi i lavori di palazzo Carcano, con fondi ministeriali acquisiti già dal 2001, invece di dare un impulso decisivo per il completamento un opera altrettanto storica per città, si sia percorsa la strada dell'avviso di manifestazione di interesse alla locazione di altro immobile. A questo punto forse sarebbe stato piu' logico coinvolgere il Ministero, per progettare, eventualmente, come accaduto in altre città, un palazzo di giustizia adiacente alle carceri ( i terreni anche comunali non mancano). Detto ciò, ritengo che vi sia comunque la possibilità di organizzare meglio il settore giustizia, peraltro allo stato, l'unico presidio a carattere sovracomunale che, anche nella "policentricità", tutta da riscrivere, della nuova provincia BAT,si riconosce a Trani. Lasoluzione da percorrere è quella di sfruttare il nuovo strumento urbanistico adottato di recente. Pur non essendo un cultore della materia urbanistica, se non erro, il Pug dovrebbe prevedere una zona riservata all'edilizia giudiziaria, in prossimità del centro storico, nell'immediata vicinanza del Castello Svevo. Tale scelta unirebbe, ove concretamente realizzata, un duplice obiettivo: la riorganizzazione funzionale della giustizia in un unico luogo, preservando comunque sedi prestigiose e di rappresentanza quali Palazzo Torres, e la riqualificazione ambientale di una zona attualmente tra le piu' degradate della Città, pur essendo ad un tiro di schioppo dal monumento simbolo: la Cattedrale. Sarebbero indubbie le ricadute positive di tale scelta, innestando lo stesso processo virtuoso che ngli anni '80 partì con il restauro di Palazzo Torres. A tal fine, già la scorsa estate, senza clamori, avevo richiesto ufficialmente all'Amministrazione Comunale di valutare il da farsi in merito alla imminente conclusione della procedura falimentare della ex Angelini, nella quale ritenevo che il Comune di Trani dovesse anche inventarsi una "finanza creativa" pur di raggranellare la somma di poco piu' di 1 milione di euro che serviva per l'acquisizione al patrimonio comunale di quell'area. Purtroppo sulla vicenda Angelini, sollevata anche da altri esponenti politici, si son fatte altre scelte, ma ciò non toglie che nell'ottica della riqualificazione funzionale dell'intera area, possa e debba essere favorito un recupero funzionale alle esigenze della città.

Franco Caffarella

Consigliere Comunale Indipendente    


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