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Primarie, benedette primarie

Le primarie non finiscono mai di stupire. Nella loro semplicità hanno la capacità non di rompere, ma persino devastare gli schemi della politica, mostrando, ogni volta, quanto lontani siano gli apparati dai cittadini e viceversa.

Pierluigi Bersani, all’indomani dell’esito dell’ultimo voto in seno al centrosinistra, ha detto: «Non ci hanno capito». Gaetano Attivissimo, suo omologo a Trani, ha a sua volta dichiarato: «Non abbiamo avuto il tempo». Purtroppo la nostra sensazione è un’altra: la gente ha avuto tutto il tempo per capire se il Pd fosse loro vicino, invece ha scoperto una sostanziale distanza per cui, a nostro modestissimo avviso, chi non ha capito (la gente) è proprio il Pd.

A Trani, peraltro, una spia chiarissima si era avuta con l’exploit di Marino per la segreteria politica: oltre 500 voti che rappresentano un primato assoluto in tutta la provincia e che, quasi sicuramente, alle ultime elezioni per la candidatura a governatore del centrosinistra saranno diventati “Vendola” e non “Boccia”.

Così, domenica scorsa, è andato in scena il terzo atto, il più fragoroso di tutti, dell’opera che dal titolo: “La partecipazione popolare alla vita politica”. Ed è stato un autentico plebiscito in favore di Nichi Vendola.

Le cifre si commentano da sole: oltre il doppio degli elettori delle primarie del 2005 (da quasi mille ad oltre duemila); oltre quattrocento elettori in più rispetto alle primarie del Pd. È evidente che hanno votato tantissime persone completamente sganciate dai partiti, senza tessera, né amici, né amici degli amici: hanno semplicemente compreso il valore di quel momento e hanno fatto di tutto per non mancare.

La forbice finale di almeno mille voti fra Vendola (1561) e Boccia (516) la dice lunga, a sua volta, su quanto il popolo tranese del centrosinistra avvertisse la necessità non solo di non cambiare ma, anzi, di rafforzare un’esperienza di governo riconducibile ad una figura nella quale continuano a credere ciecamente perché in grado di rappresentarli tutti.

N questo solco s’incanalano le soddisfatte dichiarazioni del direttivo di Sinistra e libertà, il soggetto politico formato proprio da Vendola e che, dopo l’incoraggiante debutto delle ultime provinciali, pare già la casa di chi ancora crede in un progetto di centrosinistra alternativo e di governo allo stesso tempo. «La splendida vittoria di Nichi Vendola riempie di gioia il cuore – scrivono Ruggero Carcano, Vincenzo Ferreri, Antonio Russo e Antonio Mazzilli -, perché, al termine di un’elezione molto partecipata, non solo ha confermato il grande apprezzamento per il lavoro svolto in questi cinque anni di governo regionale, ma anche la volontà di una politica fatta di persone e non di apparati. Vendola nei cinque anni di governo ha dimostrato, fra tante difficoltà, che c’è un modo diverso e migliore di governare, e che il centrosinistra in questa direzione raccoglie risultati in maniera indiscutibile. Il “popolo delle primarie” ha detto, molto chiaramente, che il cambiamento deve continuare e Nichi Vendola  è il cambiamento. La vittoria di Nichi Vendola appartiene anche ai cittadini di Trani che, come cinque anni fa, hanno confermato di credere in lui, sostenendolo nella sfida democratica sin da quando l’ha lanciata. La vittoria di Vendola appartiene anche a coloro che hanno sostenuto posizioni diverse. Perché sinceramente riteniamo che domenica è il centrosinistra ad aver vinto. Ora dobbiamo mettercela tutta per vincere con Nichi le elezioni regionali».

E mentre Sinistra e libertà chiede adesso a gran voce “le primarie sempre, anche per il nostro futuro candidato sindaco”, dall’altra parte si prende atto di una sconfitta che non ha attenuanti, se non «il poco tempo che abbiamo avuto per spiegare ai cittadini il nostro progetto – dice a sua volta il segretario del Pd, Gaetano Attivissimo -. Ora dobbiamo lealmente sostenere Vendola per ripetere la fantastica vittoria del 2005».


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