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Avvocati in rivolta: «Gli uffici restino lì»

«Quel trasferimento non s’ha da fare». L’assemblea degli iscritti all’associazione “Avvocati di Trani ha confermato e rafforzato un orientamento già recentemente emerso in maniera chiara e del quale anche il “Giornale di Trani” aveva parlato prima e dopo quella presa di posizione.

L’associazione presieduta da Costanza Manzi aveva espresso critiche nei confronti della scelta dell’amministrazione comunale di sondare il campo alla ricerca di un immobile in locazione molto grande (almeno 4200 metri quadrati) da destinare ad uffici giudiziari per ospitarvi la Sezione civile del Tribunale ed il Giudice di pace.

Ebbene, anche nella recente assemblea, tenutasi allo Sporting club, il sodalizio forense ha unanimemente manifestato «ferma contrarietà allo spostamento degli uffici giudiziari in una sede diversa dal centro storico di Trani, in cui da secoli sorgono mutuando il loro indiscusso prestigio». L'Assemblea ha manifestato anche «il fondato timore che l'allontanamento dei presidi giudiziari dal centro storico di Trani possa sortire anche un degrado del quartiere, sopprimendone l'attuale vitalità nelle ore diurne».

Ma al di là degli aspetti sociali, vi sono quelli programmatici che riguardano il legame fra l’edilizia pubblica giudiziaria ed l’attività della classe forense: «Tale eventuale spostamento – è, infatti, la tesi degli avvocati - sarebbe peraltro in contrasto con l'assetto edilizio programmato da anni, anche con l'avallo della stessa Avvocatura, per il quale sono state già reperite ed impiegate ingenti risorse finanziarie. In particolare l’associazione rileva che sono in avanzato stato esecutivo i lavori di ristrutturazione di Palazzo Carcano, destinato ad ospitare gli uffici del Tribunale di Trani, per i quali è stato erogato anche uno specifico finanziamento del Ministero della Giustizia».

Da qui la sostanziale novità della ennesima presa di posizione dell’associazione “Avvocati di Trani”. L'Assemblea degli iscritti, infatti, ha deliberato di dare incarico ad un tecnico «onde verificare se le attuali esigenze dell'intero settore civile (inclusi la Sezione lavoro, gli Uffici fallimentari ed esecuzioni, il Giudice di pace) possano essere adeguatamente soddisfatte dalle superfici utilizzabili di Palazzo Carcano dopo il completamento dei lavori, eventualmente destinando Palazzo Candido (ex Pretura) ad ospitare tutti gli uffici non aperti al pubblico, considerato anche che il settore penale e la Procura trovano adeguata collocazione in Palazzo Torres».

In altre parole, una sorta comparazione metrica dalla quale ci si attende che la somma delle superfici utili di palazzo Candido, palazzo Gadaleta e palazzo Negretti siano uguali a quella di palazzo Carcano, prossimo ad essere terminato. Se così fosse, a maggior ragione non si giustificherebbe la necessità di trasferire ad altra sede, in fitto e quindi con spese che ricadrebbero sulla collettività, gli uffici ospitati nei palazzi appena citati. «Qualsiasi diversa soluzione, implicante anche il temporaneo trasferimento in altra sede di una parte degli uffici giudiziari – pone in risalto a sua volta l’associazione degli avvocati -, esporrebbe sia l'utenza che gli addetti ai lavori ai notevoli disagi derivanti dal doppio trasferimento delle sedi, con il conseguente rallentamento dell'attività giudiziaria già notoriamente penalizzata dall'enorme carico dei Ruoli».

L’assemblea ha anche dato mandato al consiglio direttivo di promuovere incontri con la presidenza del Tribunale, con le organizzazioni sindacali del personale amministrativo del Tribunale, nonché con le pubbliche amministrazioni interessate, al fine di divulgare le posizioni dell’avvocatura tranese sul tema. E non esclude di adottare ferme iniziative di protesta «ove improvvidi disegni urbanistici stravolgessero l'attuale assetto degli Uffici giudiziari – conclude il documento approvato all’unanimità - che tradizionalmente caratterizzato e qualificano la vita della nostra città».

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