Sinistra e Libertà fa il punto sulla crisi economica e indica una possibile strategia per uscirne: fare leva sull'unica azienda che a Trani pare in salute per organizzare corsi di formazione capaci di dare maggiore spessore alla formazione dei giovani tranesi. Di seguito riportiamo una nota del "Gruppo di lavoro Politiche sociali".
"L’economia cittadina, trascinata nei decenni precedenti prima dal settore lapideo e poi dal “Tessile – Abbigliamento – Calzaturiero”, sta vivendo negli ultimi anni l’esaurimento di questi. Oggi, poi, con la crisi che morde, e contro la quale ben poco si fa (con poche lodevoli eccezioni), la situazione si fa sempre più complicata.
Il lavoro manca, il momento, dal punto di vista sociale, specie qui a Trani, è sempre peggiore. E gli effetti cominciano a vedersi, in maniera drammatica. Il pittore Edward Munch ben descriverebbe, con varie sue opere, la situazione attuale.
In tutto questo l’unica azienda che pare in salute, tanto da spendere tanti soldi (9 milioni di Euro addirittura) per un capannone, è l’Amet. Che peraltro, in un’eventuale depressione dell’economia cittadina, avrebbe anch’essa da rimetterci, vendendo in questo modo meno energia.
E allora ci chiediamo, perché non spendere una parte di quei soldi, piuttosto, per investire in occupazione? Si potrebbero realizzare Stage, Corsi di Formazione Professionale, si potrebbero individuare i servizi di cui la Città non è ben fornita e coprirli (dal momento che l’Amet già oggi si occupa anche di Trasporti, Parcheggi e Darsena…), si potrebbe, insomma, dare qualche speranza in più ai giovani tranesi oggi così sfiduciati!
Il Resp. del Gruppo di lavoro “Politiche Sociali”: Francesco Cosentino"
