La crisi economica ha fatto crescere in maniera esponenziale le ore di cassa integrazione per gli operai italiani. Aldo Pugliese, segretario generale dela Uil-Puglia, interviene su questa questione in un comunicato stampa in cui fotografa la situazione dei cassintegrati pugliesi, che i dati a sua disposizione indicano come ben peggiore rispetto a quella del resto d'Italia.
"La situazione delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate in Puglia è allarmante e di gran lunga peggiore rispetto a quella a livello nazionale”: è quanto sostiene, dati alla mano, il segretario generale della Uil di Puglia e di Bari Aldo Pugliese.
Infatti, a fronte di una diminuzione delle ore, nel mese di gennaio rispetto al dicembre dello scorso anno, in Italia del 16,94% tra interventi ordinari e straordinari, nella nostra regione registriamo un -8,68%, pari a 2.797.842 ore. E ancor più drammatico risulta il dato relativo alla cassa integrazione straordinaria: mentre in Italia si riscontra, sempre nello stesso periodo, una diminuzione del 13,25%, in Puglia si rileva un aumento di circa il 35%. “Ma purtroppo non finisce qui – sottolinea Pugliese - perché altrettanto pesanti risultano gli incrementi registrati a gennaio 2010 rispetto allo stesso mese del 2008
e del 2009: rispettivamente + 105% e +102%. E’ evidente, quindi, che la situazione di grave crisi economica e produttiva innescatasi nel 2008 continua a manifestare, in Puglia, tutti i suoi effetti”.
Secondo il segretario Uil “è quindi necessario intervenire in modo serio, costruttivo e programmatico: non sono più sufficienti interventi economici in favore dei lavoratori dipendenti da aziende in crisi o già licenziati dalle stesse; è oggi inderogabile la necessità di accompagnare l’erogazione degli ammortizzatori sociali alla fruizione di percorsi di ricollocazione e di riqualificazione, affinché i lavoratori espulsi possano acquisire nuove e reali competenze, per essere nuovamente inclusi, con contratti di lavoro veri e non aleatori, nei cicli produttivi. Questi percorsi – conclude Pugliese - devono avere una valenza particolare soprattutto per quei lavoratori, spesso con un’età anagrafica avanzata, considerati dalle aziende un peso e non una risorsa umana e produttiva”
