Caro Sig. Sindaco, anche la città non avrebbe voluto la chiusura di Ostericia e Ginecologia nel luglio 2004, nè tanto meno il quasi azzeramento dell'Ospedale San Nicola Pellegrino, con la chiusura di Neurologia, Pediatria, Urologia; con la riduzione ad unità semplice di Chirurgia, Ortopedia, Laboratorio Analisi, Radiologia, con il declassamento del P.S. autonomo a punto di primo intervento, e con la decretata chiusura di Rianimazione, bloccata e definitivamente sventata dal nuovo governo Vendola, e nè avrebbe voluto che il centro- destra millantasse un salvataggio del nostro ospedale, che invece, con un tratto di penna (una delibera che riduceva drasticamente il nostro,ospedale), e con tanti saluti ai disagi dei nostri ammalati costretti ai viaggi della vergona per trovare 1 posto letto, veniva devastato. Se tutto questo è accaduto, caro Sig. Sindaco, sappiamo bene chi bisogna “ringraziare”, vero?
Tornando ad oggi e tralasciando tutto ciò che il Presidente Vendola, l’Assessore Fiore, il Direttore Generale Canosa, hanno fatto per il nostro Ospedale, e che lei sembra dimenticare, vorremmo soffermarci sul Pal (piano attuativo locale). Previsto per legge nel piano della salute, poggia su 3 pilastri fondamentali: a) obiettivi di salute dei piani sanitari regionale e nazionali; b) bisogni di salute come rilevabili dalle banche-dati sanitarie e non sanitarie disponibili; c) contributo delle comunità locali attraverso i sindaci; degli operatori attraverso il collegio di direzione e l’ampia consultazione di tutti gli operatori e delle rappresentanze sindacali, incluso il privato accreditato; del Comitato Consultivo Misto e di associazioni, scuole, semplici cittadini ai quali il testo proposto è stato reso disponibile. Emerge subito una differenza abissale sull'approccio del Pal: concreta condivisione, non demagogica, né fatta per imbonire le comunità locali, ma per il grande rispetto per le stesse. Un approccio ben diverso da quello visto da altri in altre occasioni!
E bene, dopo questo percorso, il Pal, come ribadito dal D.G. Canosa, non prevede nessuna riduzione, ma solo conferme e aggiunte. Nell'intera ASL, + 300 posti letto, a Trani + Urologia, Medicina, Medicina dello sport, Pneumologia, Ostetricia e Ginecologia. E, le rinfreschiamo la memoria, dopo un lungo percorso di condivisione, è stato approvato all’unanimità, compresa la parte sul “percorso salute donna”, quindi anche da lei. Nulla le è stato carpito!
Quindi, caro Sig. Sindaco, non capiamo cos’abbia ora da dire su quanto sta accadendo per il nostro Ospedale. Si tratta di un percorso che anche lei ha approvato, e che in ogni caso ha già portato solo benefici al nostro Ospedale, e che, per quanto riguarda Ostetricia e Ginecologia, porterà alla sua totale riapertura (e ci auguriamo che non lo metta in dubbio neanche lei, è “nero su bianco” e procede come previsto). E di tutto questo non smetteremo mai di ringraziare la Giunta-Vendola, che sta “lavando” numerose umiliazioni che la Città aveva subito da Fitto&c.
Piuttosto, caro Sig. Sindaco, vorremmo porle un’altra questione: qual è la sua posizione riguardo l’Ospedale unico Trani-Bisceglie? Si è attivato per concretizzare questa opportunità, per quanto di competenza sua e del Comune? Ritiene che le due Città debbano fare, e stiano facendo, tutto il possibile, in questa direzione?
Nell’attesa di una Sua risposta, la salutiamo, e ci auguriamo che la Giunta Regionale e la Direzione della Asl possano continuare ancora a lungo a fare del bene al nostro Ospedale ed alla nostra Città, come hanno indiscutibilmente fatto fin’ora.
Il Coordinamento Cittadino: Antonio Mazzilli, Vincenzo Ferreri, Ruggero Carcano, Antonio Russo
