Magistrati tranesi ancora divisi sull’investigazione “fai da te” di Pietro Lestingi, il giostraio tranese che ha filmato ripetutamente gli spostamenti del sindaco, Giuseppe Tarantini, da casa verso l’ospedale, presso cui presta servizio, accompagnato in auto del comune da un vigile urbano.
Il cittadino aveva consegnato al procuratore, Carlo Maria Capristo, un filmato che punterebbe a provare il presunto reato di peculato, giacché la circostanza è stata contestata in tredici episodi, tutti filmati.
Ebbene, ancora oggi la vicenda non è chiusa. Il Gip Roberto Oliveri del Castillo ha nuovamente rigettato la richiesta di archiviazione del pm, Bruna Manganeli, disponendo l’acquisizione di nuovi atti da parte dell’accusa. Insomma, il Gip chiede ulteriori approfondimenti incrociando le date indicate negli episodi filmati con il registro delle presenze in ospedale del sindaco, ascoltando l’autista o gli autisti che lo avevano accompagnato e, quindi, valutando se effettivamente vi fu peculato nel periodo fra l’11 settembre e l’11 dicembre 2008, quello denunciato nel filmato.
Il pm Manganelli, invece, aveva ritenuto di richiedere l’archiviazione del procedimento a carico del primo cittadino perché l’uso dell’auto di servizio parrebbe irrilevante nel tempo e nello spazio, poco frequente e non oggettivamente riconducibile all’attività lavorativa del capo della giunta, che si sarebbe potuto recare in ospedale anche per motivi istituzionali. Oltre tutto, l’investigazione è stata condotta non con i canonici mezzi dei competenti organi di polizia giudiziaria e, pertanto, non rivestirebbe caratteri pienamente oggettivi.
Da non dimenticare che il comandante della Polizia municipale, Antonio Modugno, aveva disposto, in accordo con le altre forze di polizia del territorio, che il primo cittadino, al centro di ripetuti episodi di molestie da parte di più di un soggetto nel periodo precedente, fosse accompagnato negli spostamenti da un vigile urbano per motivi legati alla sicurezza della sua persona.
Il legale del sindaco, Giacomo Ragno, a sua volta, nella sua tesi difensiva ha dichiarato come irrilevante il presunto danno patrimoniale arrecato al Comune, a suo dire di appena 6 euro.
Sullo sfondo di tutto questo, l’irrisolto nodo delle giostrine di Lestingi trasferite in maniera coatta da piazza Plebiscito a via Chiarelli nonostante lui avesse sempre ritenuto che nell’area di destinazione fossero abusive in quanto demaniale. Con il tempo i rapporti si sono inaspriti, fra proteste plateali, scioperi della fame, manifesti e, sicuramente, querele e controquerele.
