Una volta era la sola “Notte dell’Addolorata”. Adesso il calendario annuale del teppismo tranese programmato ad orologeria ha spostato le lancette su altri due momenti dell’anno che, ormai, si sono maldestramente accomunati nella loro futilità: carnevale e “halloween”, entrambi rigorosamente, con la lettera minuscola.
Ancora più minuscoli sono i vandali che approfittano di queste presunte feste che poco (carnevale) o per nulla (halloween) ci appartengono, per imperversare nella città facendo danni all’arredo urbano e creando pericoli anche alla pubblica incolumità.
Alcuni di questi insignificanti personaggi, questa notte, hanno appiccato il fuoco ai cassonetti di piazza XX Settembre e dintorni, almeno una decina, dimostrandosi “carnevali” di nome e di fatto.
Il loro “scherzetto”, si fa per dire, è costato un robusto intervento dei vigili del fuoco e costerà spese fuori bilancio all’Amiu per sostituire i cassonetti distrutti: quei soldi sono nostri, chi scrive non s’è divertito, chi legge non crediamo la pensi diversamente.
Per anni la notte della processione del venerdì santo è stata funestata da episodi analoghi, prima che l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine girassero la vite e la trasformassero, con un serrato ed allo stesso tempo discreto controllo, in una notte blindata ma sicura e quindi serena, tale insomma da non guastare il clima di profonda introspezione che quella processione genera nei cittadini.
Adesso, e purtroppo, abbiamo la sensazione che, riparata una cosa, se ne siano guastate altre. I vandali hanno ripiegato sugli altri due momenti dell’anno che permettono le loro imbecilli evasioni e, almeno per questa notte, sarebbe il caso che Polizia e soci diano una bella controllata in giro per Trani. Poi, da domani, si possono anche coordinare nuovi tavoli e programmare ben più efficaci soluzioni congiunte.
Ma, almeno per questa notte, evitiamo che altre ceneri, frutto della stupidità, si associno a quelle sacre che saranno impartite domani, quando saremo finalmente in Quaresima e gli imbecilli dovranno farsene una ragione.
