I Verdi sollevano molte perplessità circa la situazione finanziaria del Comune anche per via dei soldi non versati da Tributi Italia
"Debiti azzerati al Comune di Trani, nonostante Tributi Italia spa non abbia versato nelle casse di Palazzo di città quanto riscosso dai cittadini e nonostante i molti giudizi arbitrali intrapresi contro lo stesso Comune. Non ultimo proprio uno avviato dalla stessa Tributi Italia.
Qualche giorno dopo le dichiarazioni del sindaco che ha parlato di azzeramento dei debiti, grazie alle notevoli entrate avute da Palazzo di città, i Verdi mettono in luce le perplessità sulla situazione finanziaria del Comune di Trani. Anche perché, ancor prima delle dichiarazioni del sindaco, arrivate dopo mesi di assenza di un dirigente alle Finanze, l’assessore al ramo aveva anche rassicurato i cittadini tranesi circa la posizione di Tributi Italia, l’ormai nota società che si occupa della riscossione dei tributi locali e che attualmente versa in grave situazione economica non rimettendo nelle casse degli enti locali i tributi riscossi dai cittadini. “Secondo l’assessore - rimarca il capogruppo consiliare dei Verdi, Michele di Gregorio - il danno per la nostra città sarebbe poco rilevante, nel senso che la società non avrebbe provveduto a versare nelle casse del Comune solo ‘poche’ migliaia di euro. Tuttavia, al di là delle parole dell’assessore, che dovrebbero essere confortate dai documenti che ci riserviamo di verificare, sarebbe il caso che lo stesso informasse i cittadini sul giudizio arbitrale che la Tributi Italia spa ha avviato a dicembre 2009, notificando il relativo atto di accesso e costringendo il Comune a nominare non solo un avvocato esterno (per le croniche carenze di personale dell’ufficio legale), ma anche un proprio arbitro con notevole aggravio di costi”. E non finisce qui. “Sarebbe anche il caso di capire - continua di Gregorio - per quale motivo e chi ha avuto la geniale idea di permettere che nel contratto stipulato anni addietro con Tributi Italia fosse inserita la clausola cosiddetta ‘compromissoria’, che prevede la risoluzione delle controversie non con la giustizia ordinaria ma con i collegi arbitrali, considerato che questi ultimi, notoriamente, in termini di spese costano un mucchio di euro alla collettività”. Ci sono precedenti significativi in tal senso, come Palazzo Carcano e il depuratore, per le quali sospensioni dei lavori il Comune dovrà pagare più di un milione di euro proprio in seguito a giudizi arbitrali. “E comunque - conclude di Gregorio - di quali entrate si parla visto che, ad esempio, dei parcheggi a pagamento affidati all’Amet non c’è neanche l’ombra, mentre per quello interrato della stazione la situazione è veramente da autentica vergogna? E non va meglio per le affissioni: situazione veramente disastrosa nonostante i tanti atti deliberativi”.
