L'avv. Moscatelli, rappresentante politico del movimento Alleanza per l'Italia, torna a far sentire la propria voce e questa volta lo fa sollevando una questione che francamente ha dell'incredibile, muovendosi a metà tra consueto (campagne elettorali sempre più invasive) e inconsueto. La new entry è la telefonata fatta a casa da "candidati e galoppini" di alcuni schieramenti politici. La denuncia arriva ancora una volta da Moscatelli che ha inviato un comunicato che pubblichiamo di seguito.
"Accade sempre più spesso che qualche cittadino riferisce di telefonate ricevute da candidati alle prossime elezioni regionali o da loro galoppini con le quali viene richiesto il voto o viene formulato un invito per un incontro. L’indiscriminata utilizzazione dei dati personali dei cittadini trova una regolamentazione nel recente provvedimento del Garante della privacy dell’11 febbraio scorso concernente “Misure in materia di propaganda elettorale – esonero dall’informativa”, che conferma quanto già previsto dal precedente provvedimento generale del 2005.
In tale provvedimento l’Autorità ricorda ai partiti politici, nonché ai candidati, quali siano le modalità da rispettare per utilizzare correttamente i dati personali e sensibili del cittadino, quali numero di telefono e indirizzo e mail. Tre i concetti da tener presente per quanto concerne i dati personali dei cittadini, ovvero, quelli utilizzabili senza il consenso, quelli utilizzabili solo previo consenso e quelli non utilizzabili.
Vediamo nello specifico ogni singola ipotesi. Dati utilizzabili senza consenso: per contattare gli elettori (al fine dell’invio di materiale pubblicitario di propaganda) partiti, organismi politici ecc., potranno utilizzare i dati contenuti nelle liste elettorali in possesso dei Comuni nonché i dati personali di iscritti ed aderenti (tutto ciò, quindi, senza il previo consenso del cittadino stesso).
Potranno, altresì, essere usati altri elenchi in materia di elettorato passivo ed attivo, quali ad esempio l’elenco dei cittadini elettori italiani residenti all’estero. Dati utilizzabili previo consenso: per tali dati, invece, a meno che gli stessi non siano stati forniti in maniera diretta dalla persona interessata, dovrà essere espressamente richiesto il consenso per particolarità modalità di comunicazione elettronica, tramite ad esempio l’invio messaggi telefonici, invio di materiale pubblicitario presso l’indirizzo mail, mms, fax ecc.
Potranno, altresì, essere utilizzati i dati presenti negli elenchi telefonici, ma solo nella ipotesi in cui accanto al numero dell’abbonato siano presenti i simboli che attestano la disponibilità alla ricezione di posta o di telefonate. Dati non utilizzabili: non sono, infatti, in alcun modo utilizzabili (nemmeno da titolari di cariche elettive) gli archivi dello Stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti allo scopo di svolgere attività e compiti istituzionali dei soggetti pubblici o prestazioni di servizi, dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista, durante le stesse operazioni elettorali.
Il cittadino dovrà, comunque, essere informato sull’utilizzo fatto dei propri dati personali; nella ipotesi in cui i dati non siano raccolti direttamente presso l’interessato, l’informativa dovrà essere data al momento del primo contatto oppure all’atto della registrazione. Ulteriore e ultima precisazione da effettuare concerne tutti quei dati raccolti da elenchi e registri pubblici, oppure in caso di invio di materiale dei c.d. santini (cioè di materiale di propaganda di dimensione ridotta), per i quali il Garante della privacy ha, altresì, consentito ai partiti e ai candidati una temporanea sospensione della informativa fino alla data del 31 maggio prossimo.
Alleanza per l’Italia - Trani
Avv. Alessandro Moscatelli"
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(n.a.) Se qualcuno chiama, qualcun’altro dovrebbe ascoltare. E se ascolta e percepisce che qualcosa non va, è tenuto a denunciare. La stampa fa il suo, ma non è la soluzione. La soluzione è una bella doppia rampa di scale, a palazzo Torres, per riferire tali circostanze alla Procura della Repubblica. Molto altro da fare non c’è.
