Carlo Laurora, candidato dell'Udc alle prossime regionali, torna sulla polemica preelettorale e lo fa rispondendo alle critiche giunte soprattutto da destra. A chi gli chiede se è normale un tale clima di scontro prima di una competizione elettorale, Laurora risponde: “Ritengo sia fisiologico per due ragioni: la prima è che si tratta di una tornata elettorale rilevante per le sorti dell’intero territorio regionale e quindi è molto sentita, la seconda è più mesta nel senso che di solito ad alzare i toni, che a volte divengono anche offensivi, sono coloro che temono la forza elettorale degli avversari o, per meglio dire, non credono nella propria o in quella del partito che dovrebbe sostenerli”.
Chiaro il riferimento a Rino Savino, con il quale nei giorni scorsi ha avuto scambi di battute piuttosto accesi. Laurora si sofferma anche sulla sua scelta di sostenere Adriana Poli Bortone e continuare il suo percorso politico nel partito di Pierferdinando Casini, che ricordiamo domani verrà a Trani a sostegno del candidato tranese: “Il partito e il presidente Casini hanno già motivato tale scelta: Adriana è una donna tenace, determinata e che ha veramente a cuore i problemi e le urgenze del Sud. Sa ben fondere le istanze del mondo giovanile, dell’imprenditoria, dell’agricoltura e ha acquisito una serie di competenze istituzionali e politiche che ritengo importanti e fondamentali. Crediamo in lei, crediamo rappresenti la reale alternativa, il cambiamento di cui la Puglia ha bisogno”.
Ultima battuta, e Laurora la dedica a quei candidati che si arrogano la peculiarità del voto utile: “Io penso che il voto sia utile quando esprime la reale convinzione di chi lo esprime. Diventa ancora più utile se affidato a candidati che hanno già mostrato di saper operare, che hanno immagazzinato una serie di cognizioni e competenze amministrative valide e che si sono realmente impegnate per la crescita e lo sviluppo del territorio di loro pertinenza. Non esiste, pertanto, un voto aprioristicamente inutile. L’elettore si rende conto di aver votato in maniera vana quando l’eletto non riesce a rispondere alle aspettative della comunità”.
