Sciopero della fame ad oltranza, fino a quando non si vedranno fatti concreti che smuovano la situazione dallo stallo in cui è nuovamente piombata. Questa è la decisione assunta all’unanimità dai lavoratori della ex Filatura di Trani al termine dell’assemblea di questa sera presso al sede della Uilta Uil.
La protesta estrema inizierà lunedì prossimo, ai piedi della statua di Giovanni Bovio, in piazza della Repubblica, e riguarderà per il momento una decina di persone, in gran parte le stesse che si erano asserragliate sul campanile della chiesa di San Giuseppe nei mesi scorsi. In quel caso, per fare terminare la protesta intervenne un immediato comunicato del sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, preludio ad un paio di incontri che non hanno sortito, però, particolari novità sulla riconversione dello stabilimento e ricollocamento della manodopera.
Adesso, quindi, parte una seconda e più dura fase della lotta: «Attendiamo provvedimenti concreti – si limita a dire il segretario regionale della Uilta, Luigi Mesaroli -. Di parole se ne sono dette tante e ne siamo stanchi».
Lo sciopero della fame potrebbe essere praticato anche a staffetta: quando i medici dovessero vietare agli interessati di proseguire l’astinenza dal cibo per la loro salute, a questi potrebbero subentrarne altri per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema.
