La Procura della Repubblica di Trani, come ha rivelato stamattina Il Fatto quotidiano, starebbe indagando su Silvio Berlusconi. Il giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio rivela presunti giochi di potere che coinvolgerebbero il Premier e e il direttore del tg1 Augusto Minzolini. La notizia è subito rimbalzata sui portali dei principali quotidiani nazionali, mettendo ancora una volta la Procura di Piazza Duomo al cento dell’attenzione mediatica.
Il caso nasce dall’inchiesta relativa alle carte di credito American Express, le cosiddette “revolving card”. Molti clienti, a suo tempo, lamentarono interessi usurai sulle rate non versate per tempo. Di qui l’inchiesta che poi si è allargata fino a coinvolgere anche il Premier. Giusto, ma come? Secondo il Fatto quotidiano, durante le indagini condotte dal pm Michele Ruggero, da una traccia telefonica è emerso che qualcuno all’interno dell’Agcom (autorità che dovrebbe fare da garante nelle comunicazioni) avrebbe dichiarato di potere intervenire sui servizi giornalistici in maniera tale da coprire mediaticamente l’inchiesta sull’American Express, dicendo di poter arrivare senza difficoltà al direttore del tg1 Minzolini. Insomma dell’indagine in corso a Trani non se ne doveva parlare. Come i lettori ricorderanno, nel dicembre scorso Minzolini è stato ascoltato dalla Procura di Trani come persona informata sui fatti. Ora si è scoperto in merito a cosa.
Antonio Massari, giornalista de Il Fatto, sostiene che da quest’intreccio di telefonate e contatti tra Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) Berlusconi e il direttore Minzolini, si chiarirebbe in primo luogo il potere del Premier di intervenire a proprio piacimento sui palinsesti e sui telegiornali della Rai, in secondo luogo come Berlusconi abbia insistito per chiudere il programma "Annozero" di Michele Santoro, avendo nel mirino anche i programmi di Giovanni Floris (Ballarò) e della Serena Dandini (Parla con me). L'ipotesi di reato per Berlusconi, Innocenzi e Minzolini è di concussione.
La conferma dell'iscrizione del premier, del membro di Agcom e del direttore del Tg1 nel registro degli indagati è arrivata nella tarda mattinata. Matitnata durante la quale il procuratore, Carlo Maria Capristo, ha sistematicamente driblato i microfoni dei cronisti.
(a.r.)
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