In principio l'inchiesta della Procura di Trani, coordinata dal sostituto procuratore Michele Ruggiero e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari, si è occupata dell'esposto di alcuni titolari di carta di credito American express del tipo "revolving card", chiamata "Gold credit card", e dei presunti tassi usurai applicati dalla stessa nel rimborso delle rate non pagate per tempo. Il sequestro dei server presso sede dell'American express di Roma, effettuato il 30 settembre dello scorso anno, portò le Fiamme gialle ad analizzare un particolare software, contenuto all'interno del server, che permetteva la gestione delle carte e un calcolo di interessi fuori norma, applicati sui debiti in mora. Le Fiamme gialle accertarono in almeno tre casi, tra il 2007 e il 2008, tassi usurai. Furono due i legali rappresentanti dell'American express in Italia destinatari di un avviso di garanzia.
Sarebbero stati proprio i due dirigenti dell'istituto di credito a tirare in ballo conoscenze presso l’Agcom ed il Tg1in modo da annacquare mediaticamente la notizia dell’inchiesta sull’American express. Insomma, dell’indagine in corso a Trani non se ne doveva parlare. Da quest’intreccio di telefonate, ecco spuntare non solo le figure di Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) ed Augusto Minzolini (direttore del Tg1), ma anche di Silvio Berlusconi. Il premier non c’entra nulla con le carte di credito, ma lo si ascolta insistere, presso quelle stesse persone, per chiudere il programma "Annozero" di Michele Santoro, avendo nel mirino anche i programmi di Giovanni Floris (Ballarò) e della Serena Dandini (Parla con me). Innocenzi avrebbe assecondato Berlusconi cercando un modo per soddisfare le sue richieste, Minzolini l'avrebbe rassicurato dicendosi pronto a intervenire in suo favore.
Al momento nessun provvedimento è stato firmato, ma le ipotesi di reato sono la concussione per il premier ed il favoreggiamento per Innocenzi. L’Ansa ha precisato che Minzolini non è indagato, la Gazzetta del Mezzogiorno ha elementi per ritenere che non lo sia per concussione, ma forse lo è per favoreggiamento.
