Come preannunciato nei giorni scorsi, la Uilta-Uil ha cominciato la protesta contro la chiusura della Franzoni Filati organizzando un sit-in piazza della repubblica . Gli operai, guidati dal loro rappresentante sindacale Luigi Mesaroli, hanno cominciato da stamani lo sciopero della fame che minacciano sarà ad oltranza almeno fino a quando non si sarà risolta la loro emergenza lavorativa.
Mesaroli lamenta la mancata conclusione di un accordo che ha fatto molto discutere nei mesi scorsi, ovvero quello che che prevedeva l’inserimento di una quarantina di unità lavorative provenienti dal’ex Franzoni in un’azienda di Altamura, specializzata nella costruzione di impianti energetici per i grattacieli. Due erano quelli in previsione, uno a Dubai uno a Mosca, ma ad oggi, lamenta Mesaroli, nulla di fatto.
“Siamo stanchi questa soluzione è insostenibili”, le voci dei lavoratori si alzano alla vista delle telecamere delle numerose emittenti locali accorse. “Chiudono in Puglia e aprono in Albania, fanno quello che vogliono”, continuano i lavoratori sistemati intorno alla tenda piazzata simbolicamente sotto la statua di Giovanni Bovio, il noto filosofo e parlamentare tranese che a lungo nei suoi mandati parlamentari si occupò dei problemi degli operai. Altri tempi, stessi problemi.
Mesaroli ha anche il tempo di commentare le critiche arrivate in mattinata dalla Cgil, che accusa gli scioperanti di infrangere il fronte sindacale. Mesaroli rispedisce le accuse al mittente, invitando altresì la Cgil ad unirsi alla loro protesta.
