Quella di Trani non è una "procura rossa": lo assicura il procuratore Carlo Maria Capristo, che, in un'intervista al 'Corriere della sera', afferma: "Ma quale procura rossa, per favore. Io non ci sto a questo gioco. Io e i miei procuratori stiamo da una sola parte, che è quella della giustizia. Siamo al suo servizio e di nessun altro, mi creda". Con gli ispettori inviati dal Guardasigilli Alfano c'è stato un colloquio "di una serenità e lealtà ammirevoli", afferma il magistrato. Una sfuriata con il pm titolare dell'inchiesta? "Si sbaglia di grosso".
"Stiamo indagando a 360 gradi", così Carlo Maria Capristo rispondeva qualche giorno fa a quei cronisti che gli domandavano possibili sviluppi sulle indagini della procura sulla fuga di notizie. "Non si esclude alcuna pista, sia all'interno che all'esterno", aggiungeva il Procuratore. Oggi i primi sviluppi e la notizia diffusasi in mattinata dell'indagine sui giornalisti di Repubblica Giuliano Foschini e Francesco Viviano.
Nella giornata di ieri la Digos ha perquisito gli uffici romani del quotidiano, compresa la scrivania di Viviano, indagine conlcusasi senza esito. Foschini invece è stato ascoltato dal dirigente della Digos di Bari e dal procuratore capo del tribunale di Trani, Capristo. L'ipotesi della Procura è che i due giornalisti abbiano frugato illecitamente nelle stanze della procura di Trani entrando in possesso delle intercettazioni pubblicate. Ad incastrare i due cronisti dovrebbero essere state le telecamere a circuito chiuso della Procura che hanno colto i sue nell'atto di consultare i fascicoli.
