Non solo sciopero della fame, ma anche della sete. Il giostraio Piero Lestingi, da domattina alle 10, sempre in piazza della Repubblica, ha deciso di affiancare i lavoratori della Filatura e di andare oltre. Tanto oltre al punto che, se entro martedì non vi saranno stati segnali concreti da parte della pubblica amministrazione, lo sciopero di fame e sete sarà anche di madre, moglie e tre figli.
Secondo quanto riferisce Lestingi, alcuni mesi fa il suo caso, grazie all’interessamento di un ispettore della Digos, pareva risolto. Dopo che Lestingi si era rifiutato di trasferirsi da piazza Plebiscito a via Chiarelli nel 2006 perché certo di andare ad occupare un suolo demaniale, adesso il Comune gli avrebbe assicurato che tutto fosse a posto. Invece, «anche questa volta il suolo assegnatomi non è nella disponibilità del Comune – afferma Lestingi -. Se avessi montato le giostrine, l’autorità giudiziaria me le avrebbe sequestrate. Sono sconcertato, lo sciopero della fame e della sete è l’unica strada che mi resta per ottenere giustizia».
