«Mi avete indicato quest’area, sono certo di occuparla abusivamente. Queste sono le mie giostrine, adesso sequestratemele». Si legge così, fra righe, il senso dell’ultima provocazione del giostraio Piero Lestingi, che dopo avere annunciato domenica lo sciopero della fame e della sete e, ieri, una protesta con l’intera famiglia sotto il palazzo di città, questo pomeriggio, su una parte dell’area a lui concessa dall’amministrazione comunale per installare attrazioni ludiche, ha posizionato due giostrine a gettone, probabilmente non funzionanti, circondandole con un nastro biancorosso ed alcuni cartelli: «Questa è un’area occupata abusivamente, ma sono qui ad utilizzarla su rassicurazione di…». A seguire, i nomi di due amministratori, un dirigente ed un dipendente comunale.
Lestingi, platealmente, sembra invitare le forze dell’ordine ad intervenire e sequestrare quelle modestissime attrazioni, per le quali evidentemente non ha nulla da perdere, per avere la conferma che quell’area sarebbe ancora totalmente demaniale e, pertanto, il Comune non può rilasciarvi concessioni di alcun tipo non avendo provveduto, almeno secondo quanto sostiene il giostraio con il conforto di atti in suo possesso, a rilevarla dalla Regione Puglia, che ne sarebbe ancora pienamente titolare.
