Dalla campagna elettorale di Trani al carnevale di Ivrea. Le arance come strumento di consenso nel primo caso, le stesse arance come oggetto di polemica nel secondo.
A tirarsele, Tony D’Ambrosio, che aveva adottato il caratteristico agrume come suo simbolo, ed il sindaco Pinuccio Tarantini.
D’Ambrosio, nel comunicare il rinvio al 12 aprile del suo spettacolo al teatro Impero (“Roba da matti”, a cura della “Compagnia del teatro umoristico” di Mario e Giuseppe Francavilla), conferma e rafforza la sua posizione critica sull’amministrazione comunale: «Il mio risultato personale è stato molto buono – commenta D’Ambrosio -, e non importa che non mi abbia portato in consiglio regionale. Però Trani è l’unica città in cui il centrodestra ha perso, quindi vi è un giudizio critico su un’amministrazione che non sta facendo più niente per questa città. E la gente forse non si lascia più abbindolare dalle cose che il sindaco dice dal palco. Se queste cose le avrei dette anche da assessore? Sono un imprenditore che prova sempre a costruire. Come avrei potuto continuare a fare l’assessore in un’amministrazione che non sa programmare?».
Replica di Tarantini: «È la tipica sindrome del mulo, tirare calci all’indietro quando non si fa parte più di qualcosa. Con una battuta, direi che quelle sono dichiarazioni più da Uccio De Santis che da Tony D’Ambrosio».
«De Santis è un professionista serio – replica l’ex assessore -. Quella battuta non ferisce me, ma lui».
