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Il dopo-voto del «Vaso di Pandora»: «Troppi voti regalati ai forestieri, persa un'occasione di platino»

La recente tornata elettorale ha emesso i suoi verdetti decretando la sconfitta del PD e degli alleati e la conquista da parte del PDL di importanti Regioni quali Piemonte, Lazio, Campania e Calabria.

Eppure, come si dice, “se Atene piange, Sparta non ride” poiché i problemi post-elettorali si pongono per entrambe le formazioni politiche.

In casa PD è già iniziato il duro confronto tra l’attuale Segreteria e gli esponenti di minoranza della cosiddetta Area Democratica facente capo a Franceschini e Veltroni, a cui si aggiungono i 49 Senatori che hanno fatto pervenire a Bersani una nota scritta nella quale si dichiarano in disaccordo con l’analisi del voto fatta dal Segretario.

Nella coalizione di centro-destra che comunque esce premiata dalle urne, si insinua un certo timore per l’avanzata leghista e lo strapotere del Partito di Bossi che vincendo il derby, praticamente “comanda” il Nord e potrà esercitare da subito, una pesante pressione sul Governo dettandone l’agenda politica.

Ma il vero vincitore e non solo per la Puglia, si chiama Nichi Vendola.

Ha sconfitto gli avversari del centrodestra staccando il candidato del Pdl Rocco Palese di quasi otto punti percentuali, ma soprattutto, ha piegato e debellato i nemici che aveva in casa. E’ lui il nuovo, vero leader del centro sinistra amato dal Suo popolo, dai giovani e non solo. L’unico capace di parlare al cuore della gente riaccendendo entusiasmo, voglia di riscatto ed emozioni da troppo tempo sopite.

Quando Nichi afferma che “il centrosinistra non ha bisogno di mummie ma di corpi viventi e di dirigenti che abbiano voglia di mettersi in gioco” detta i principi non solo del programma politico per la Puglia, ma propone un vero e proprio progetto nazionale che getta le basi per la costruzione di un’alternativa a Berlusconi ed al berlusconismo.

I fatti e la vittoria elettorale hanno confermato che in Puglia c’è un nuovo laboratorio politico che tende non solo al riscatto del mezzogiorno ma fornisce una chiara indicazione all’intera classe politica nazionale. Con Nichi Vendola è nata una nuova leadership, l’auspicio è che tutti i Partiti di centrosinistra sappiano opportunamente cogliere la lezione pugliese ed avviare immediatamente l’attuazione di un rinnovamento che possa portare alla realizzazione di una seria e credibile alternanza per il Governo del Paese. Per fare un “passaggio” sulle questioni di casa nostra, ci piace porre qualche interrogativo. Quattro barlettani, un biscegliese, un andriese. E i tranesi stanno a guardare. Ora pare una osservazione scontata ma era immaginabile che sarebbe finita così. La domanda è: a chi giova? Perché i partiti tranesi si ostinano ad una inutile quanto dannosa frenesia di “contarsi”? Perché gli esponenti di alcune forze politiche decidono di sponsorizzare il “forestiero”, rinunciando ad un eletto locale? Perché la  classe politica  tranese non ha unito le proprie forze garantendo così l’elezione di un consigliere espressione della città?  Da cosa dipende il fatto che, in particolare il centro sinistra tranese, non riesce a “fare sistema”? Perché il centro sinistra tranese ha “regalato” circa 3000 voti a candidati non tranesi? Ed infine: quando ci ricapita una occasione così?

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