Il momento post-elettorale è sempre un periodo strano in cui alla fine della maratona elettorale tutti i partiti (a loro dire) escono vincitori. È strano, ma vero, non si riesce mai a trovare lo sconfitto; è un periodo in cui i candidati che non riescono ad essere eletti invece di fare autocritica cercano sempre di scaricare i propri insuccessi sul partito, sull'amministrazione o su questo o quel consigliere.
Purtroppo in questo post-elezione si è veramente toccato il fondo abbiamo assistito a dichiarazioni figlie probabilmente dell'inesperienza, del rancore personale, della disperazione per un risultato elettorale che non è arrivato dopo aver speso magari un po' di soldini in manifesti e pullman che girovagavano per la città.
Abbiamo assistito a dichiarazioni piene di odio ed attacchi personali cui sono stato tentato di rispondere alla stessa maniera, ossia scendendo sul piano dell'offesa personale e raccontando bugie. Ma per mia fortuna i miei genitori (che ringrazio pubblicamente) mi hanno trasmesso dei principi cardini cui fare riferimento, e tra essi c'è il rispetto assoluto per la persona. Ma anche un minimo di esperienza politica maturata in tanti anni di vera militanza mi impone di rimanere su un piano strettamente politico.
In anni di militanza nel partito non ricordo che il consigliere Savino abbia mai partecipato alla vita o abbia fattivamente contribuito alla crescita dello stesso e, quindi, prima di offendere e denigrare un’intera classe dirigente, dovrebbe avere il coraggio di fare autocritica e chiedersi qual è stato il suo apporto politico in questi anni.
Questa nuova classe dirigente guidata da Pinuccio Tatantini sta attuando una ricambio generazionale che sta dando fastidio a tutti coloro che sono abituati ad occupare poltrone da troppi anni. È una classe dirigente emergente svincolata da condizionamenti di ogni tipo, non è figlia di alcun compromesso e non è figlia di alcuna logica: mira solo a tutelare gli interessi della nostra Città.
Questa classe dirigente lavora quotidianamente tra le gente e per la gente, probabilmente commette anche degli errori, ma cerca ogni giorno di essere vicina ai cittadini ed ai loro problemi, e non bussa alla loro porta solo in campagna elettorale. Sacrifica il lavoro, la famiglia per mettersi al sevizio della nostra Trani.
È la stessa classe dirigente che nel 2007, appena eletta, si è assunta la responsabilità di riconoscere 6,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio provenienti dal passato (oggi quasi azzerati grazie alla stessa classe dirigente), mentre il consigliere Savino passeggiava in piazza della Repubblica, o che discuteva le osservazioni al Pug alla vigilia di Natale consentendo poi l'approvazione nel 2009, dopo 40 anni, del Pug mentre il consigliere Savino passeggiava in piazza della Repubblica.
Assente anche quando si approvavano i bilanci di previsione o mentre si discuteva il Piano sociale di zona: forse farei prima ad elencare le presenze in consiglio o nelle riunioni di maggioranza del consigliere Savino, perché si possono contare sulle dita di una mano. Allora come si può affermare di voler bene a Trani?
Il ruolo di consigliere comunale è un onore, non un onere, e come tale va affrontato, con impegno e con spirito di sacrificio. Questo bisogna che al consigliere Savino qualcuno glielo spieghi.
L'analisi è impietosa, ma è basata sui fatti di un’azione politica inesistente di chi poi pensa di basare la propria campagna elettorale sulla tranesità e non su un progetto politico che evidentemente non c'era.
Consigliere Savino, se è vero che ama Trani, adesso vada a ripulire i muri della nostra Città deturpati dai suoi manifesti.
Mi sia consentito, invece, ringraziare la Giovane Italia Trani e i tanti giovani che anche in questa campagna elettorale ci hanno messo il cuore e la passione. A loro bisogna dire grazie perché sono la linfa di un partito che cresce costantemente.
Giuseppe Corrado
Consigliere provinciale Bat
