Nel periodo successivo le elezioni regionali i commenti dei candidati non si sono lasciatati attendere. Oltre a prendere atto dell’ampio suffragio ottenuto nella nostra città, che tuttavia non gli a ha permesso di accedere al consiglio regionale, il consigliere comunale Rino Savino (Pdl) ha puntato il dito contro la classe dirigente del proprio partito che non avrebbe supportato a sufficienza la sua campagna elettorale. Ai nostri microfoni Savino si è detto sorpreso del risultato elettorale, “Credevo che la classe dirigente politica tranese comprendesse l'importanza di avere un tranese in Regione. Probabilmente la dirigenza tranese è immatura, tanto da perorare la causa di candidati forestieri.Questi giovani non solo sono immaturi, ma anche disoccupati, non godono di una posizione sociale affermata”.
Pronta la replica dei quadri del Pdl. A parlare è Beppe Corrado, consigliere comunale del Popolo delle Libertà: “Abbiamo assistito a dichiarazioni piene di odio ed attacchi personali cui sono stato tentato di rispondere alla stessa maniera” recita la nota di Corrado. “In anni di militanza nel partito non ricordo che il consigliere Savino abbia mai partecipato alla vita o abbia fattivamente contribuito alla crescita dello stesso e, quindi, prima di offendere e denigrare un’intera classe dirigente, dovrebbe avere il coraggio di fare autocritica e chiedersi qual è stato il suo apporto politico in questi anni. Questa nuova classe dirigente guidata da Pinuccio Tatantini sta attuando una ricambio generazionale che sta dando fastidio a tutti coloro che sono abituati ad occupare poltrone da troppi anni”.
Ancora duri giudizi all'indirizzo di Savino, reo, secondo Corrado, di essere stato assente nel consiglio comunale in momenti chiave della vita pubblica cittadina e di “aver passeggiato in piazza della Repubblica” mentre i suoi colleghi dibattevano di importanti provvedimenti nell’aula consigliare.
Chiude la nota un invito al veleno, che recita, testuali parole: “Consigliere Savino, se è vero che ama Trani, adesso vada a ripulire i muri della nostra Città deturpati dai suoi manifesti”. (arc.r.)
