A raccontarci quanto accaduto è stata una ragazza di Trani che ha contattato la nostra redazione per denunciare l'ennesimo episodio di degrado avvenuto nei giorni scorsi nella locale stazione ferroviaria. Angela, questo il nome della ragazza, la sera dello scorso martedì ha notato uno dei clochard che risiedono stabilmente nella stazione di Trani urinare in pubblico nei pressi della sala d'attesa tra l'incredulità dei viaggiatori. "Ha fatto tutto da sdraiato, senza nemmeno alzarsi, la gente intorno era allibita".
La stazione, quella sera particolarmente affollata per un inconsueto (sic) accumulo di ritardi e soppressione dei treni, si presentava al solito lugubre, priva di illuminazioni "uno scenario davvero inquietante" ha detto la ragazza, aggiungendo che "gli effetti maleodoranti dell'azione del clochard sono tutt'ora presenti in stazione". Il degrado della stazione di Trani è cosa nota, ed è davvero un pessimo biglietto da visita per i turisti che promettono di accorrere numerosi nei prossimi mesi. I politici lo riconoscono senza però riuscire a trovare strategie capaci di risollevarne le sorti.
In una conferenza stampa tenuta nei mesi scorsi il Sindaco Tarantini ha confermato il fatto che la stazione di Trani sia diventata dimora stabile di molti senzatetto "Alcuni di loro vi hanno anche il domicilio per la notifica degli atti giudiziari" ha affermato Tarantini in quell'occasione.
E' necessario ricordare che se i clochard che vivono in stazione utilizzano spazi all'interno della stazione per espletare i loro bisogni fisiologici è anche e soprattutto causa della chiusura dei bagni pubblici. E' vero che questi in passato sono stati sovente oggetto di atti vandalici ma è quantomai necessario fornire la stazione di servizi che possano contribuire a mantenerne il decoro. Ovviamente i clochard non possono essere allontanati dalla stazione, in quanto risiedere lì non costituisce reato, ma si potrebbe facilmente provvedere a migliorare l'ambiente in cui loro risiedono fornendo un servizio anche ai cittadini e turisti sono di passaggio.
