La proposta è stata avanzata dal governo nazionale e dovrebbe coinvolgere, ovviamente, anche il carcere di Trani. Stanze del sesso per i carcerati, luoghi in cui gli ospiti della casa circondariale abbiano la possibilità di vivere la propria sfera sessuale evitando "polarizzazioni magari indesiderate". A buon intenditor... Intanto è arrivata la replica del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria che attraverso il suo portavoce Donato Capece manifesta la sua contrarietà.
“Sono davvero sconcertato dalle esternazioni estemporanee di certi esponenti di questo Governo di centro-destra e mi chiedo se esse sintetizzano l’effettivo intendimento dell’Esecutivo Berlusconi in materia penitenziaria. Garantire il sesso in carcere ai detenuti dovrebbe essere l’ultimo dei pensieri di chi ha responsabilità di governo della Giustizia, vista la grave situazione penitenziaria”.
Qualche giorno fa, intervenendo ad una trasmissione radiofonica, la Sottosegretaria alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, che per l’Amministrazione penitenziaria ha competenze ben definite relativamente alla Direzione generale delle risorse materiali dei beni e dei servizi e alla Direzione generale del bilancio e della contabilità e non quindi di indirizzo della politica penitenziaria del Paese, ha dichiarato: "Si dovrebbe pensare anche alla vita sessuale dei detenuti. Una persona repressa nel suo istinto naturale e sessuale può avere qualche altra polarizzazione sessuale, magari anche non desiderata, o addirittura imposta dall'ambiente. Bisognerebbe predisporre delle stanze dove potersi incontrare con le proprie mogli per un intrattenimento di carattere sessuale-affettivo. Riserverei a questi incontri lo stesso tempo dedicato ai colloqui con la famiglia, diciamo un'oretta".
