Pinuccio Tarantini nella squadra dei laici, Don Enzo de Ceglie in quella dei sacerdoti. Giocheranno contro questa sera (ore 20) nella partita inaugurale del nuovo campo di calcio a cinque della parrocchia Spirito Santo.
Ma Don Enzo è il parroco di San Giuseppe, la parrocchia che un campo l’aveva, in concessione, e se l’è visto sottrarre all’improvviso per farvi posto ad un’antenna telefonica.
Era il 20 marzo 2007 e, quel giorno, senza preavviso alcuno, l’impresa esecutrice dei lavori forzò i lucchetti dell’ingresso e partì con le escavazioni. La comunità di San Giuseppe ne rimase sbigottita ed amareggiata.
Oggi si va verso i tre anni dalla sottrazione di quel campo, e questa sera, ironia della sorte, ecco Don Enzo ed il sindaco avversari in campo. A chi, scherzando, prevede un “trattamento particolare” da parte del religioso, dalla marcatura aggressiva al fallo a gamba tesa, dai gomiti alti al piede a martello, Don Enzo risponde con un sorriso: «Ci divertiremo e basta, come è giusto che sia in una serata di festa per i nostri fratelli dello Spirito Santo. Però alcuni dei nostri ragazzi verranno con degli striscioni perché non abbiamo certo dimenticato e l’amarezza è ancora forte».
Anche il sindaco sorride ed indica le due possibili soluzioni: «San Giuseppe riavrà il campo nell’ambito del Piano urbanistico esecutivo dell’area Lapietra, con loro confinante, oppure all’interno dell’area Viesti, sempre adiacente il PalaAssi. Le progettazioni si stano definendo, una delle due vedrà realizzare il campo sulle aree a servizi da cedere». «Preferiremmo l’area Lapietra – risponde Don Enzo – , ovviamente per la vicinanza con la parrocchia ed anche per sostenere meno costi rispetto ad altre soluzioni. L’importante è non tradire oltre le attese della comunità parrocchiale, che ha dignitosamente sopportato qualcosa che, nel nome del profitto commerciale, ancora oggi riteniamo profondamente inaccettabile».
