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Le reazioni al voto, composte e... scomposte

Lo spoglio delle schede era cominciato da poco più di un’ora. I dati che man mano arrivavano in redazione ricalcavano quelli che a livello regionale lasciavano presagire una vittoria netta del Presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Ma non solo. Dai singoli seggi i nostri collaboratori attribuivano ai candidati di Trani poche decine di voti, troppo pochi rispetto al numero di schede esaminate. Lo spettro che nessun tranese potesse essere eletto cominciava ad aleggiare con una certa insistenza. Ed è proprio dagli studi di Radio Bombo che è nata la prima polemica post elettorale, quando il candidato de “La Puglia prima di tutto” Tony D’Ambrosio, rispondendo ad una domanda di Ninni De Feudis (Idv)  ha criticato il Sindaco, reo, a suo avviso, di aver “creato disaffezione alla politica non dicendo tutta la verità sul suo operato dal palco in Piazza della Repubblica”. Una reazione a caldo alla quale è seguita la dura risposta del Sindaco (“Mi domando se a parlare è stato D’Ambrosio o il comico che lo ha sostenuto in campagna elettorale” ha detto Tarantini) e la reazione di Antonio Ruggero, coordinatore del partito di D’Ambrosio, che ha preso le distanze dalle dichiarazioni del candidato.

Reazioni più meditate e commenti al voto. Carlo Laurora, candidato dell’Udc, ha commentato con amarezza la sua mancata elezione, dimostrando tuttavia di voler guardare già oltre il risultato elettorale: "Il risultato del mio partito e mio personale è sicuramente buono, a prescindere dal risultato” ha detto Laurora, rimarcando che “l'Udc è ago della bilancia qui a Trani”. Il candidato centrista ha guardato anche al significato politico delle elezioni regionali e mettendo in guardia il Pdl  che “dovrebbe prendere atto di non godere più del consenso tranese, mi chiedo con quale coraggio continui a governare. Il Sindaco dovrebbe uscire di scena, il fallimento politico della sua parte politica è palese. Dovrebbero andare a casa il Sindaco e i suoi cortigiani".

Udc ago della bilancia, ma anche possibile motore di nuovi scenari politici. A delinearli è stato lo stesso Laurora aggiungendo che "in città ci sono nuove forze politiche, con cui è possibile costruire un nuovo discorso ed un nuovo progetto politico. Non posso escludere alleanze con il centrosinistra tranese che ha dimostrato di essere capace di rinnovarsi e con questi risultati è possibile proporre per Trani lo stesso modello che si è affermato a Bari. Il centrosinistra ha forze positive, uomini di cultura, capaci di buon governo. Plaudo al risultato di Felice di Lernia, per esempio". C’è da chiedersi se Laurora continua ad essere dello stesso avviso anche adesso che l’Udc ha negato la possibilità di alleanze con il neo Governatore Vendola.

Un altro risultato che ha tenuto gli elettori tranesi col fiato sospeso è quello di Felice Di Lernia che, nonostante il buon numero di voti ottenuti, non è riuscito a conquistare la poltrona di consigliere regionale. Di Lernia ha comunque evidenziato l’entusiasmo intorno al suo partito, Sinistra ecologia e libertà;  “Siamo il secondo partito a Trani” ha affermato il presidente dell’Oasi2 ”e dai risultati si nota che sono tra i più suffragati a Trani. Qui Vendola ha risollevato le sorti anche del centrosinistra locale, c'è un pezzo di società che lo appoggia ed un altro che ha scelto di non votare. La politica è passione civile, bisognerebbe che tutti vengano coinvolti".  Un commento anche al significato politico del voto pugliese perché, per Di Lernia, “il secondo mandato di un presidente di sinistra in una regione di destra come la Puglia crea una slavina politica. Qualcosa è cambiato e altro è destinato a cambiare”. E, a proposito di politica locale, ha aggiunto di non essere “in condizione di pensare quali scenari politici si aprono a livello locale”. 

Grande è la confusione sotto il cielo del centrodestra, dove commenti al voto sono stati accompagnati spesso da dure polemiche all’interno del Popolo delle libertà. Rino Savino in un’intervista alla nostra radio ha voluto prendere atto dell’ampio suffragio ottenuto in città, anche se questo non gli a ha permesso di accedere al consiglio regionale. Ma il consigliere comunale in quota Pdl ha puntato altresì il dito contro la classe dirigente del proprio partito, che a suo dire non avrebbe supportato a sufficienza la sua campagna elettorale. Nelle settimane precedenti al voto infatti alcuni movimenti politici giovanili tranesi, tutti riconducibili al centrodestra, avevano dichiarato apertamente il loro appoggio a candidati di altre città, Marmo e Lovino in primis. Savino si è detto dunque sorpreso, ma non troppo, del risultato elettorale: “Credevo che la classe dirigente politica locale comprendesse l'importanza di avere un tranese in Regione” aggiungendo inoltre che “probabilmente la dirigenza tranese è immatura, tanto da perorare la causa di candidati forestieri. Questi giovani politici non solo sono immaturi, ma anche disoccupati, non godono di una posizione sociale affermata”.

Anche in questo caso pronta replica dei quadri dello stesso Pdl. A parlare è Beppe Corrado, consigliere comunale del Popolo delle Libertà: “In anni di militanza nel partito non ricordo che il consigliere Savino abbia mai partecipato alla vita o abbia fattivamente contribuito alla crescita dello stesso e, quindi, prima di offendere e denigrare un’intera classe dirigente, dovrebbe avere il coraggio di fare autocritica e chiedersi qual è stato il suo apporto politico in questi anni. Questa nuova classe dirigente guidata da Pinuccio Tatantini sta attuando una ricambio generazionale che sta dando fastidio a tutti coloro che sono abituati ad occupare poltrone da troppi anni”.Chiude una nota un invito al veleno che recita testualmente “Consigliere Savino, se è vero che ama Trani, adesso vada a ripulire i muri della nostra Città deturpati dai suoi manifesti”.

Arcangelo Rociola


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