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Il dramma lavoro all'ombra di Bovio

Politici e sindacalisti si sono alternati al microfono mentre il cipiglio di Giovanni Bovio osservava, al solito pensoso, quanto avveniva sotto di lui. Mercoledì scorso, in piazza della Repubblica la Uil ha organizzato una assemblea aperta a tutta la cittadinanza, la quale ha risposto discretamente all’appello dell’organizzazione sindacale. Quest’ultima tramite il suo rappresentate cittadino Luigi Mesaroli ha ribadito motivi e finalità della protesta. “Noi vogliamo solo il lavoro e non possiamo accontentarci degli ammortizzatori sociali” ha tuonato in avvio Mesaroli, che ha detto di guardare con fiducia all’incontro fissato a Roma nelle prossime settimane nel quale si discuterà con il Governo di possibili strategie occupazionali per i lavoratori, tra cui spicca la possibilità di riqualificare l’impianto industriale dell’ex Franzoni filati.  Mesaroli ha ricordato altresì che a Trani ci sono circa 5.000 disoccupati e che situazioni analoghe a quella che vivono gli operai in sciopero vengono vissute anche dagli operai del settore calzaturiero, invitando le istituzioni a non pensare Trani solo come zona turistica ma ad un possibile rilancio come polo industriale.

Diversi gli interventi dei cittadini presenti all’assemblea, interventi tanto sentiti quanto applauditi da parte degli operai in sciopero, che hanno così manifestato il loro apprezzamento.

Presente all’assemblea anche Pompeo Camero, assessore provinciale alla formazione professionale. Camero, dopo il dovuto sostegno alla lotta degli operai, ha lamentato la mancanza di imprenditori capaci di pensare uno sviluppo industriale serio per il nostro territorio.  Ma nuovi investimenti sono assolutamente necessari perché, a suo avviso,  “non si può pensare uno sviluppo economico serio basato solo sul turismo”. L’assessore provinciale si è soffermato sulla necessità di re-industrializzare il distretto produttivo, ricordando però lo scetticismo di molti esperti sulla reale efficacia di azioni del genere;  sarà comunque un dibattito destinato a tornare nelle cronache dei prossimi mesi.

Camero ha infine etichettato la tendenza degli imprenditori locali a delocalizzare la produzione in nazioni con un più basso costo della manodopera una vera e propria “piaga” che si ripercuote su tutto il tessuto economico sociale del meridione, elogiando altresì imprenditori come Coltellino, patron della Cofra, “un vero e proprio eroe capace di resistere alle sirene della manodopera straniera a basso costo”.

Interventi anche da parte di alcuni esponenti di forze politiche locali. In primis Vincenzo Ferreri (Sinistra ecologia e libertà) che, dopo aver espresso solidarietà ai lavoratori, si è chiesto polemicamente quale sia  l’impegno delle istituzioni locali per aiutarli.  “Quello che manca è un progetto dell’amministrazione comunale; a Trani il turismo potrebbe essere un volano per l’economia ma mancano ancora provvedimenti seri che vadano in questo senso” ha denunciato Ferreri, che ha chiesto inoltre che nel prossimo consiglio comunale si dedichi ampio spazio all’emergenza lavorativa, invitando anche esponenti del governo provinciale e regionale a dibattere in aula.

Michele Di Gregorio (Verdi) ha definito necessario il  rispetto e il sostegno della protesta, ma è altresì necessaria “un’azione decisa e atti concreti. La Regione Puglia lo farà ma è serve una riconversione dell’area industriale che guardi con maggiore attenzione alle energie alternative”. Di Gregorio ha inoltre ricordato che “molte aziende che investono in questo settore stanno nascendo e altre ne nasceranno, anche perché supportate da contributi e incentivi sia regionali che nazionali”.

Presenti all’assemblea anche Mimmo de Laurentis (Psdi)e Bartolo Maiullari (Idv) che, pur non avendo preso la parola, nei giorni scorsi in hanno ribadito il loro appoggio ai lavoratori.

Arcangelo Rociola

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