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Centro storico patrimonio Unesco? Ci si lavora

Il centro storico di Trani potrebbe essere patrimonio mondiale dell'Unesco, l'organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Il mormorio intorno a quest'ipotesi si fa sempre più insistente e a parlarcene è il sindaco, Pinuccio Tarantini: «Vi sono ragioni storiche, ovviamente, ma intanto qualcosa lo stiamo facendo noi riqualificando piazze, strade e pedonalizzando sempre di più il centro storico. Insomma, stiamo creando le condizioni perché si verifichino i presupposti richiesti dall’Unesco, vale a dire la compresenza di tutti gli stili architettonici da una parte e, dall’altra, la totale fruibilità turistica dei luoghi, affrancati il più possibile dal traffico automobilistico. Ovviamente noi stiamo cominciando a tallonare l’Unesco, ma nel frattempo dobbiamo fare ancora molto altro per raggiungere una situazione tale da vedere la nostra futura istanza accolta».

Tarantini ammette che l'idea è nata da un’ipotesi avanzata anni fa dall’amministrazione Avantario. Lui cita l’ex assessore Giovanni Capone, ma forse questa volta il primo cittadino ricorda male perché la storia della vicenda ha visto protagonista un altro assessore di quella giunta, Franco Caffarella. Che ricostruisce le tappe e traccia le prospettive: «Già con l'amministrazione Tamborrino – ricorda Caffarella -, il neonato club Unesco di Trani aveva perorato la causa della proclamazione di Trani sito Unesco, e ciò avveniva dopo che nel '96 vi era stato l'inserimento di Castel del Monte nel novero del patrimonio mondiale dell'Umanità, unitamente ai Trulli di Alberobello ed ai Sassi di Matera. È vero che con l'avvento della amministrazione Avantario i contatti furono diversi e proficui e con qualche risultato di rilievo ottenuto, sempre sotto l'egida della sezione tranese del club Unesco. Nel 2002 avvenne la proclamazione della Cattedrale quale Monumento messaggero di una cultura di pace Unesco (in una cerimonia tenutasi presso la Cattedrale di Trani nella quale rappresentai l'amministrazione comunale), al termine di un iter che mi vide promotore anche di iniziative di supporto come il patrocinio e la promozione con un cd dell'inno della sezione tranese dell'Unesco (del compositore tranese Sotero), che divenne anche l'inno della sezione italiana dell'Unesco e di cui, unitamente ad un carteggio con il quale si perorava la causa di Trani, si fece consegna anche all'allora presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ospite della assemblea nazionale delle Città Slow a Castelnuovo Monti(settembre 2002), per un autorevole patrocinio. La città di Trani – prosegue Caffarella -, rappresentata dal sottoscritto e dal consigliere comunale Pasquale de Toma, partecipò, invitata, anche alla assemblea nazionale delle città Unesco italiane tenutosi a Ferrara. Nel Bilancio 2002 non trovò capienza la somma, richiesta dal mio assessorato, per l'affidamento progettuale della candidatura di Trani all'Unesco. Ma con interventi consiliari già a partire dal 2003 ho sollecitato di riprendere la pratica. Se oggi se ne parla di nuovo, dalle parole si passi ai fatti con la previsione di un apposito capitolo di bilancio 2010. Trani potrebbe essere supportata perché dallo scorso 21 novembre anche la provincia di Barletta-Andria-Trani ha voce in capitolo avendo aderito, insieme ad altre tredici province del sud Italia, ad una associazione che vuole mettere in rete i territori con siti Unesco per intercettare parte dei 2 miliardi di euro che sono previsti dai programmi interregionali Poin e dalle misure Por 2007/2013».

«Non è un'operazione cosmetica - riprende Tarantini -, ma un progetto di sviluppo per il nostro territorio. Essere patrimonio dell'Unesco comporta delle responsabilità, ma anche una pubblicità di prim'ordine per la nostra città, con possibilità di investimenti e di crescita per tutto il territorio. Vivere in una città d'arte però comporta dei sacrifici e si dovrebbe cominciare ad abituarsi all'idea che l'utilizzo dell'auto dovrebbe essere ripensato, evitando gli eccessi perché Trani è una città che può essere percorsa tranquillamente a piedi, godendo di un passeggio talmente esclusivo da indurci a proporlo come patrimonio dell'importante organizzazione internazionale».

Fra i problemi da superare, il traffico. «Il piano del traffico e della sosta è pronto – chiarisce il sindaco – ed i parcheggi a pagamento pure. Poi sta ai cittadini utilizzare l’auto il meno possibile».

Poi c’è la prestigiosa ma difficile compresenza della cittadella giudiziaria. I palazzi storici in cui si amministra la giustizia sono un vanto per la Trani giudiziaria – e l’inchiesta su Berlusconi è diventata senza volerlo uno straordinario strumento di propaganda turistica per la città -, ma anche un problema proprio in funzione della vocazione pedonale che deve avere il centro storico. Il progetto, anche qui, è liberare quei luoghi dalle auto. «La ricerca di un immobile lontano dal centro storico in cui ospitare, con l’eccezione di quella penale di palazzo Torres – spiega Tarantini – si legava anche a questa esigenza. Gli addetti ai lavori per il momento hanno frenato, noi ci stiamo attrezzando per trasformare l’ex distilleria Angelini in un’area parcheggio da destinarsi in primis proprio agli operatori della giustizia. In questo modo dovremmo avere un quadro migliore di tutto».

Impossibile prevedere tempi e modi di questo progetto, ma ormai l’idea è lanciata: «Il nostro centro storico tira sempre più, e le recenti presenze di Pasqua e pasquetta lo dimostrano. Possiamo destagionalizzare sempre più il turismo, ma questo riconoscimento non nego ch ci aiuterebbe tantissimo. Ci proveremo fino in fondo».


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