Innanzi tutto sarà l’occasione per ricordare due protagonisti che non ci sono più: Emanuele Tortosa e Rosa Carcano. Il primo recitava sulla scena, la seconda lavorava dietro le quinte. Due perdite pesanti per la compagnia “Teatro Trani” e per il teatro in vernacolo tranese, che a tanta gente come loro deve la sua fortuna.
A loro sarà dedicata la nuova versione di «Favette e Cicorie», una delle più esileranti commedie in dialetto tranese pensata dalla fervida mente di Enzo Guacci, e che torna in scena a fine mese (27, 28, 29 e 30 aprile) al teatro Impero.
Si tratta di una riproposizione aggiornata di quella che andò in scena, per la prima volta, nell’ormai lontano 1998. L’evento porta la firma dell’associazione Teatro Trani e costituisce una sorta di tributo ad Enzo Guacci. «Trent’anni fa – dice Guacci – ho iniziato per gioco la carriera di autore di commedie in vernacolo. Non avevo una chiara idea di quello che sarebbe accaduto sulla ribalta affollata e coloratissima dello spettacolo popolare. Spinto dal caldo vento della quotidianità, ho colto nelle radici familiari di una città di provincia, ricca di tradizioni, costumi e consuetudini come Trani, cose, voci, immagini di una vita vissuta ed ho riproposto e rappresentato storie, personaggi e situazioni, che i più anziani non hanno dimenticato e che le nuove generazioni, poco attente ai fatti e costumi del passato, tendono ad ignorare del tutto, rischiando di interrompere la catena di trasmissione culturale».
Favette e Cicorie si discosta completamente dalle altre commedie in vernacolo e vuole rappresentare una situazione non comune a molti ambienti di vita quotidiana, perché si parla di stregoneria. Al centro della commedia, le disavventure di Cettine Cecorie (ossessionata dalle sorelle Chiarine e Paschine) e dallo sfortunato pretendente Giuenne Favette, due figure che non trovano riscontro nella realtà moderna, ma piuttosto frequenti negli anni ’50 e ’60.
La commedia (in due atti) vedrà alternarsi sul palco Anna Lacalamita (Cettine Cecorie, la saura graenne), Pina Albanese (Paschine Cecorie, la saura mezzane), Nicla Di Micco (Chiarine Cecorie, la saura peccenanne), Rino Franco (Cicette, u’ nunne), Enzo Guacci (Giuenette Favette, u’ zeite di Cettine), Marco Dell’Orco (il parroco, u’ prevete nueve), Francesco Precchiazzi (Fiucce, l’amoeiche de famigghie), Rosaria Amoruso (Merine, la maemme du uagnaune), Antonella Piumelli (Addulurate, la cumbagnegne d’Angeline), Emanuele Palmieri (Manuaele, u’ uagnaune du fioraje), Francesco di Tondo (Franghine, u’ cherichette), Michele Todisco (Micheline, u’ uagnaune de Colettine).
Ed il ritorno di Anna Lacalamita in coppia con Guacci, proprio come accadeva ai tempi de “U cambanale” rappresenta il valore aggiunto della commedia, capace in questo modo anche di ritrovare nel passato preziose risorse per guardare al futuro. E le Anna Lacalamita, in giro, sono merce sempre più rara.