Ieri all'Impero è andato il scena lo spettacolo teatrale che Tony D'Ambrosio ha voluto regalare al suo elettorato: "Roba da matti". Un metodo innovativo di creare consenso che si appoggia in larga parte su associazioni culturali e che promette di creare nuovi scenari nella vita politica cittadina. In una sala gremita ma lenta a riempirsi, D'Ambrosio ha preso la parola motivando in primo luogo la scelta di uno spettacolo teatrale come gesto di ringraziamento verso il proprio elettorato: "il palcoscenico è un spaccato della vita", ha detto D'Ambrosio che poi, riproponendo lo slogan preso in prestito da Morgan, ha aggiunto "sul palco accadono cose di tutti i tipi dove si assumono posizioni che poi ci fanno rimanere invischiati in convinzioni".
D'Ambrosio ha quindi proposto una lunga metafora della vita come navigazione, parlando della leadership come strumento necessario a fare in modo che essa sia condotta attraverso giuste rotte attraverso la bussola dei valori .Un discorso scandito da un lungo susseguirsi di citazioni, da Seneca a Indira Gandhi, da Roosvelt ad Alex Zanardi a cui ha detto di volersi ispirare per rialzarsi dalla sconfitta elettorale, da John O'Leary a Meriot passando per Giovanni Paolo II e Robbin.
Un monologo incentrato sul tema della leadership, di cosa significa averla su se stessi e sugli altri. "Bisogna essere sicuri di sé, non avere paura delle sfide". Qualche dato: durato una ventina di minuti, nel discorso il termine lidearship è ricorso 6volte, leader 5, una media di per sé significativa (una ogni quattro minuti circa) soprattutto politicamente. D'Ambrosio è riuscito a scaldare la platea, in parte già favorevole. Qualche intervento da parte del pubblico, uno in particolare degno di menzione; un uomo grida dal fondo della sala ricalcado un noto lite motive biancorossoeverde: "sono tutti uguali, servono persone corrette". Pronta la replica di D'Ambrosio: "E noi faremo il partito dei giusti". (arc.r.)
