In una nota il coordinamento cittadino di Sinistra ecologia e libertà commenta la decisione della Regione Puglia di finanziare la casa di riposo Vittorio Emanuele, affrancando il centrodestra dai meriti e evidenziando invece il ruolo del Presidente Vendola che insieme alla sua giunta "hanno concesso al Comune di Trani, amministrato dal centrodestra, un finanziamento per la ristrutturazione dello stabile.
E’ la corretta informazione che i cittadini di Trani debbono avere - si legge nel testo. Qualcuno, abbiamo visto, si sta appropriando di meriti non suoi…Bella faccia tosta! La Regione salva dal degrado umano e materiale la Casa di Riposo ignorata per anni dal Sindaco! Questa è l’unica verità. Il Presidente Vendola, peraltro, mostra ancora una volta la sua correttezza istituzionale, intervenendo ancora una volta a favore della nostra Città, senza fare distinzioni di appartenenza a partiti e schieramenti".
Ma non è tutto, nel comunicato si fa anche accenno al paventato trasferimento del personale dell'Acquedotto pugliese. Sel punta ancora una volta il dito contro il sindaco Tarantini, il quale "nell’ultima settimana, prima diffonde le bufale sull’AQP (trascinandosi dietro pure il Presidente della Provincia, che si dimostra in questo molto simile a lui, e ce ne rammarichiamo), poi, di fronte alle nette smentite che arrivano rapidamente, nemmeno chiede scusa, ora “si vende” le cose fatte dalla Regione come successi suoi, e nemmeno una parola di ringraziamento a questa Giunta che continua a fare del bene a Trani".
La verità per il partito del Presidente della Regione è un'altra, ovvero "che Vendola (il Presidente della Puglia, che Tarantini insultava dal palco e che il Pdl definiva “nemico di Trani”) continua a fare del bene alla nostra Città. Ed un mese dopo l’inaugurazione di Ginecologia (altro caso in cui si vide quanto senso istituzionale ha il nostro Sindaco, che disertò l’evento), ora interviene per la Casa di Riposo. L’Amministrazione Comunale, invece, riuscendo ormai a combinare sempre meno, riesce solo a fare - conclude laconicamente la nota - “Bla bla bla”.
