Repubblica.tv ha realizzato un’inchiesta sul dissesto delle strade utile a capire anche i problemi che attanagliano la viabilità tranese. Come precisa Piero Colaprico, giornalista del quotidiano fondato da Scafari, aver preso ad esempio Roma è un fatto simbolico perché il problema del rifacimento del manto stradale coinvolge un po’ tutti i comuni d’Italia. E, come testimoniano centinaia di cittadini e un nostro reportage, anche il quello di Trani.
Dall’inchiesta emerge come il problema delle buche stradali spesso diventa un vero e proprio business per le società appaltatrici. Un business a tratti oscuro, che garantisce lauti guadagni alle spalle della collettività che è costretta a pagare in tasse, danni ai mezzi, disservizi e soprattutto con un 20% di incidenti stradali causati dal cattivo stato dell’asfalto comunale.
Lavori fatti male, con materiali scadenti, che innestano un circolo vizioso che porta i comuni a elargire sempre più danaro pubblico in favore di aziende incapaci di fare decentemente il proprio lavoro. Trani ne sa qualcosa. A questo si aggiunge il meccanismo dell’emergenza, ovvero momenti in cui la gravità delle situazioni spinge i comuni ad appaltare privatamente i lavori a ditte che quasi sempre non assolvono ai doveri lautamente retribuiti.
Non da ultimo, il dissesto delle strade colpisce il decoro delle città italiane ridimensionandone le ambizioni turistiche. Un tema assai caro alla nostra amministrazione che, al pari di altre, subisce il cattivo ritorno d'immagine causato dei dissesti. Ma risolvere il problema delle buche stradali avrebbe ricadute positive anche su altri fronti. Quello economico, per i comuni ovviamente ma anche per i cittadini per i quali si calcolano grossi risparmi sulle assicurazioni automobilistiche. E per quelli che non vogliono badare a spese c’è l’argomento salute, perché sono gravissimi i danni alla colonna vertebrale che colpiscono in primis ciclisti e motociclisti, ma anche chi non può o non vuole munirsi di Suv.
Arcangelo Rociola
