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Trani come Ventotene? No, grazie

Guardi la foto della immane tragedia di Ventotene e ti sembra di essere poco oltre il lungomare Mongelli: il tufo crollato sulle povere studentesse è praticamente lo stesso. Ha un valore archeologico immensi, perché rappresenta sedimenti risalenti addirittura all’epoca preistorica, ma vaglielo a spiegare alle famiglie colpite da quel disastro di una costone caduto su due ragazze che erano lì a prendere il sole durante una gita scolastica. Ed allora ti chiedi: perché rischiare anche noi? E soprattutto, perché rischiare ancora?

Oggi, nel momento del dolore per quello che è accaduto nel Lazio, Trani richiama alla mente quante volte una tragedia simile l’ha sfiorata e scampata: da noi al massimo sono caduti i motorini fra i bagnanti e, quando vi è stato qualche cedimento, è stato di piccole dimensioni durante le stagioni della balneazione, decisamente maggiori in inverno, quando le mareggiate non interessano a nessuno ma fanno danni ingenti. Ma quanto rischio si è corso.

All’amministrazione comunale bisogna riconoscere il merito di avere posto un argine ad una fetta molto grossa di rischio di tragedia. A chi ci governa va dato atto di avere messo in sicurezza almeno una parte di quel litorale, evitando così che Trani fosse una Ventotene anticipata. E, nonostante tutto, ci vengono i brividi pensando ai tanti anni in cui quel tipo di tragedia l’abbiamo sfiorata tutti i santi giorni.

Però quello che si è fatto non è tutto. Fra le seconda spiaggia ed il lungomare Mongelli ogni cosa è ancora come prima, il tufo cede e la sicurezza non esiste più. Gli appassionati di archeologia esultano per i ritrovamenti dei resti della villa romana, ma quell’evento ha bloccato tutto e fatto finire i soldi.

Quando si è inaugurata la ricicleria le parti sono tornate a scambiarsi accuse: il sindaco di Trani ha chiesto all’assessore regionale ai lavori pubblici di restituire alla città i finanziamenti prima concessi e poi negati; l’assessore regionale ha ribadito che Trani ha sbagliato la pratica.

Ma così non va: oggi vanno superate le polemiche e ciascuno deve riprendere a fare la sua parte. Trani ha una costa di levante fortemente a rischio per la pubblica incolumità. E se essere al centro della cronaca per vicende come l’inchiesta su Berlusconi fa persino piacere, tornare ad esserlo per uan tragedia è l’ultima cosa che desidereremmo.

Comune, Regione, Soprintendenza facciano un sereno esame di coscienza, si siedano intorno ad un tavolo e pianifichino il completamento di quello che si è avviato, ciascuno non lesinando gli sforzi necessari, soprattutto economici. C’è in ballo la sicurezza della gente, ne va della credibilità delle istituzioni.


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